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Cultura e spettacoli | 23 settembre 2020, 07:44

Cinembiente indossa il giubbotto di salvataggio: sul grande schermo anche i Fridays for Future torinesi

Tagli del 30% al festival, ma proiezioni in sala garantite, sempre a ingresso gratuito, e in streaming, con prenotazione obbligatoria. Apre "Rebuilding Paradise" di Ron Howard il 1° ottobre. Eliminate le sezioni competitive

Cinembiente indossa il giubbotto di salvataggio: sul grande schermo anche i Fridays for Future torinesi

Una programmazione accorciata di due giorni, tagli fisiologici di sponsor e fondi del Museo del Cinema (circa il 30%) e un necessario contingentamento delle sale, ma, nonostante tutto, Cinemambiente conferma la sua ventitreesima edizione, in presenza, al Cinema Massimo di Torino, dal 1° al 4 ottobre

Il calendario è stato presentato ieri mattina nell'Aula del Tempio della Mole Antonelliana dal suo ideatore Gaetano Capizzi accompagnato dai vertici museali, il presidente Enzo Ghigo e il direttore Domenico De Gaetano, che, per l'occasione, hanno tutti indossato il tipico giubbitto catarinfrangente usato per le situazioni di emergenza, come quella climatica attuale, filone predominante della rassegna. 

Oltre alle proiezioni in via Verdi - tutte gratuite, ma con prenotazione obbligatoria sul sito del festival -, saranno messi a disposizioni degli utenti da casa diversi titoli in streaming, fino a un massimo di mille spettatori ciascuno (anche questi da riservare online). L’aggiunta di una sala virtuale sulla piattaforma MYmovies è frutto di una partnership con il Ministero dell’Ambiente, già sperimentata la scorsa primavera con l’iniziativa “Cinemambiente a casa tua”, che ha riscosso grande successo coinvolgendo un pubblico vasto e diffuso. 

"Le gravi crisi climatiche che stiamo vivendo non potevano non indurci a continuare con impegno il nostro lavoro di informazione e sensibilizzazione - ha detto Capizzi -. Per questo motivo, pur tra mille difficoltà, abbiamo fatto ogni sforzo non solo per non interrompere l’azione di Cinemambiente, ma anzi per rilanciarla. Il nostro storico slogan Movies Save the Planet, riproposto nel claim di questa ventitreesima edizione, è quasi un ritorno agli inizi, un volere ripartire dai principi originari che ci hanno guidati in quest’impresa: la consapevolezza della gravità della crisi ambientale e l’efficacia del cinema nel comunicarla".

Saranno 65 i film presentati, tra lungo, medio e cortometraggi, provenienti da 26 Paesi, accompagnati da incontri con autori, protagonisti, esperti, presenti in sala o in collegamento online. Mancheranno, però, quest'anno, le sezioni competitive, nell’intento di privilegiare una dimensione cooperativa del festival, favorendo la ripresa di un dibattito collettivo sull’ambiente.

Ad aprire il festival, il consueto “Punto di Luca Mercalli” (giovedì 1° ottobre, ore 20.30, Sala Cabiria), cui seguirà la proiezione di Rebuilding Paradise, diretto da Ron Howard. Il Premio Oscar per A Beautiful Mind, non nuovo al genere documentario, affronta il dramma incendi incontrollabili, alimentati dall’estrema siccità, di cui la California è ormai vittima sistematica. Girato a Paradise, ridente cittadina rasa al suolo nel giro di tre ore, l’8 novembre 2018, dal Camp Fire, uno degli incendi più devastanti nella storia dello Stato, il film è la storia di una comunità resiliente, determinata a non lasciarsi sopraffare dalle avversità e a ricostruire tutto quanto andato perso tra le fiamme.  

Insiste sul climate change anche il film di chiusura, The Great Green Wall (domenica 4 ottobre, ore 21, Sale Cabiria, Rondolino e Soldati), il nuovo lungometraggio dello statunitense Jared P. Scott, già autore di The Age of Consequences, presentato al Festival nel 2017. Si tratta di un viaggio, guidato dalla musicista-attivista maliana Inna Modja, nel Sahel, uno degli avamposti dei cambiamenti climatici. Nella regione africana in cui gli effetti del riscaldamento globale si traducono in crescenti carestie, conflitti, migrazioni di massa, le speranze oggi sono riposte nella “Grande muraglia verde”: un ambizioso progetto di riforestazione, diventato anche un movimento e una campagna internazionale, che prevede la creazione di una barriera di 8.000 chilometri di alberi attraverso l’intera larghezza del Continente allo scopo di contrastare la siccità e la desertificazione e ridare un futuro a milioni di persone. 

Torna protagonista a Cinemambiente anche l'attivismo, con un focus sui due movimento che più stanno scuotendo l'opinione pubblica globale. The Troublemaker (sabato 3 ottobre, ore 20, Sala Cabiria), diretto dal regista inglese Sasha Snow, mette a confronto due punti di vista molto differenti: quello di Sylvia Dell, pensionata, madre di quattro figli, non militante estremista, ma semplice e pacifica cittadina; e quello di Roger Hallam, il fondatore radicale di Extinction Rebellion, movimento internazionale, socio-politico, nonviolento, nato due anni fa in Inghilterra in risposta alla devastazione ecologica causata dall’antropizzazione. 

Ma ci sarà anche la Torino dei Fridays for Future, sul grande schermo, grazie a Ragazzi irresponsabili (giovedì 1° ottobre, ore 18.30, Sala Cabiria), di Ezio Maisto, che va a conoscere più da vicino i giovani italiani seguaci di Greta Thunberg. Un movimento sempre più maturo, consapevole e organizzato, che nel capoluogo piemontese ha dato vita a una serie di manifestazioni di piazza e scioperi largamente partecipati, tali da diventare modello per tante iniziative analoghe nel resto del Paese. E proprio pochi giorni dopo la chiusura di Cinemambiente, il 9 ottobre, avrà luogo lo sciopero globale per il clima indetto dagli attivisti. 

Non mancheranno, poi, gli approfondimenti su temi clou quali lo smaltimento dei rifiuti, l'alimentazione sostenibile, lo scioglimento dei ghiacciai e la vita degli animali tra natura e antropizzazione. 

"Mai come adesso - hanno commentato De Gaetano e Ghigo del Museo del Cinema, che quest'anno firmano integralmente l'organizzazione del festival - l’educazione al senso civico e al rispetto della natura svolge un ruolo fondamentale, rivolgendosi ad un pubblico sempre più ampio e vario. Le nuove generazioni ci insegnano che è dalle piccole cose che si fa la differenza, creando uno stile di vita sostenibile e rispettoso verso l’ambiente".

Una sensibilità ampiamente condivisa dalle istituzioni: "L'ambiente è uno dei temi cui la città tiene di più, oggi ne vediamo concretamente gli effetti", ha ricordato l'assessore Alberto Unia, legandosi a quanto sottolineato da Matteo Marnati per la Regione: "Spesso l'attenzione all'ambiente è stata osteggiata, in passato, dagli interessi economici delle grandi imprese, mentre, al contrario, può essere anch'essa motore di sviluppo per una nazione". E ha promesso: "Questo è un anno importante per l'avvio di una nuova stagione culturale e nuovo modo di pensare e intervenire a livello politico. I documenti presentati dal festival dimostrano che negli anni passati si è fatto poco e male. Io stesso voglio impegnarmi personalmente per collaborare con Cinemambiente e farlo crescere festival, unendo gli intenti per renderlo un punto di riferimento fondamentale livello europeo. Mi auguro possa scuotere gli intenti per una programmazione da mettere in campo nei prossimi anni".

Manuela Marascio

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