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Eventi | 24 settembre 2020, 20:10

Torino ricorda i moti del settembre 1864: "Fu la prima strage di Stato" [VIDEO]

Presenti il presidente del Consiglio regionale Stefano Allasia e il capogruppo della Lega Fabrizio Ricca, oltre alle autorità militari

Torino ricorda i moti del settembre 1864: "Fu la prima strage di Stato" [VIDEO]

Il presidente del Consiglio regionale del Piemonte ha commemorato questa mattina, davanti alla lapide posta in piazza San Carlo 161, “l’orgoglio, la tenacia, il coraggio e, soprattutto, l’esempio” dei 52 morti e dei 187 feriti durante gli scontri del 21 e 22 settembre 1864.

"Questo è il monito della politica di oggi, che deve guardare al passato: le decisioni che vengono prese nei palazzi devono essere prese a tutela dei cittadini, salvaguardando le loro sensibilità ed emozioni" commenta Fabrizio Ricca, capogruppo della Lega presente alla commemorazione in rappresentanza del Comune di Torino. “Propongo ufficialmente al Comune di Torino di intitolare una via alle vittime torinesi dell’eccidio del 1864. Tanti concittadini persero la vita in piazza San Carlo per evitare la capitale del Regno fosse trasferita a Firenze - afferma il capogruppo della Lega Fabrizio Ricca -. Penso sia giusto che le istituzioni cittadine ricordino le vittime di quello che fu un massacro vero e proprio e ne tramandino, anche grazie a un’intitolazione, il loro ricordo ai posteri”. 

Con lui anche Stefano Allasia, presidente del Consiglio regionale del Piemonte: "I torinesi che avevano combattuto per l’unificazione nazionale nel 1861 e creduto nel vento del Risorgimento che da Torino aveva soffiato verso il resto d’Italia, non avevano immaginato che la capitale del Regno potesse essere trasferita a Firenze per via della convenzione stipulata tra Italia e Francia".

"La capitale era e doveva rimanere a Torino, non a livello centrale ma, come oggi definiscono tutte le parti politiche moderne, c'è bisogno di federalismo e divisione del potere tra i vari territori del paese. Questa è la soluzione che già all'epoca alcuni politici vedevano e oggi viene ripresa a 150 anni di distanza", è il pensiero di Allasia.

Andrea Parisotto

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