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Politica | 24 settembre 2020, 16:54

Lidl, Grimaldi (Luv): "Dai lavoratori un altro grido di dolore"

"Basta stipendi da fame, basta ricatti e stop ai contratti pirata"

Lidl, Grimaldi (Luv): "Dai lavoratori un altro grido di dolore"

"Basta stipendi da fame, basta ricatti e stop ai contratti pirata, nella fase tre invitiamo il Parlamento ad occuparsi delle uniche cose che contano: la lotta alla disoccupazione giovanile e al lavoro sottopagato", è il commento di Marco Grimaldi, capogruppo di Liberi Uguali Verdi in Regione Piemonte in merito alla protesta di stamani dei lavoratori dell'accoglienza al Lidl di Beinasco.

"Quello che denunciano i lavoratori dell’accoglienza Lidl a cui va la nostra solidarietà – prosegue Grimaldi – è l'ennesima prova delle enormi storture dell’attuale mondo del lavoro nel nostro Paese, nel quale paghe da fame, diritti negati, aziende che cambiano nomi per cambiare i contratti ai lavoratori sono all’ordine del giorno, solo che l’unica cosa che cambia davvero – attacca Grimaldi – sono i salari dei lavoratori, al ribasso, e gli orari di lavoro, al rialzo: la paga denunciata dai lavoratori di fronte alla Lidl di Beinasco, 600/700 euro a fronte di di 180-200 ore lavorate, è assolutamente indegna".

"A favorire queste condizioni di sfruttamento è la stessa giungla normativa legata ai contratti di lavoro – prosegue Grimaldi –, e i lavoratori, che siano quelli della gig economy, della grande distribuzione o di altri ambiti lavorativi, si perdono nel mare degli appalti, dei sub-appalti e del lavoro conto terzi, con l’unico risultato di avere zero diritti, contratti a termine rinnovati decine di volte ma sempre col ricatto della perdita del lavoro, e paghe orarie indegne, ancor più se rapportate al numero di ore lavorate".

"Noi – conclude Grimaldi – da tempo diciamo di non voler tornare alla normalità pre-Covid, perché quella normalità, fatta di lavoratori e di famiglie a cui arrivano sempre e solo le briciole dei maxi-dividendi o della grande disponibilità di liquidità della GDO, era piena di ingiustizia: ma i lavoratori non sono formiche e con quei salari da fame non si va da nessuna parte".

comunicato stampa

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