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Cultura e spettacoli | 29 settembre 2020, 10:38

Torino Jazz Festival, al via il secondo tempo: 10 giorni di musica sui palchi dei club

Dal 2 all'11 ottobre, con la partecipazione di circa 200 artisti, molti dei quali di Torino o attivi sul territorio

Torino Jazz Festival, al via il secondo tempo: 10 giorni di musica sui palchi dei club

Conclusa la prima parte nel cortile di Combo, il Torino Jazz Festival si trasferisce all'interno dei club cittadini per dare il via al secondo tempo della rassegna, in programma dal 2 all'11 ottobre e interamente dedicata ai musicisti e alla loro professionalità. 

In un anno complesso e delicato per lo spettacolo dal vivo, per contribuire alla sopravvivenza dell'intero comparto, è stato infatti deciso di organizzare due sezioni distinte del festival, rafforzando così il palinsesto del Jazz Cl(H)ub, per la prima volta necessariamente scorporato da quello dei teatri.

In questi dieci giorni di programmazione, saranno dodici i  palchi coinvolti, che ospiteranno 50 tra eventi e spettacoli, con la partecipazione di circa 200 artisti: musicisti, attori, scrittori e dj, molti dei quali di Torino o attivi sul territorio. 

In scena, le più svariate declinazioni del jazz: dall’afrobeat dei Voodoo Sound Club di Guglielmo Pagnozzi alla musica di matrice afro americana, rappresentata da esponenti di diverse generazioni, come Antonello Salis, Ramon Moro, Emanuele Parrini, Furio Di Castri, Antonio Zambrini con Jesper Bodilsen e Martin Maretti Andersen, già accompagnatori di Stefano Bollani nella fortunata trasmissione di Rai3, da Sandro Gibellini ai maestri dell’elettronica legata all’improvvisazione come Domenico Sciajno (docente di musica elettronica al Conservatorio di Torino) insieme a Massimo Pupillo e Francesco Giomi con il suo Zum Trio (Giomi è direttore del centro di nuove tecnologie musicali ‘Tempo Reale’ fondato da Luciano Berio  a Firenze) dalle incursioni esotico/elettroniche degli Ooopopoio (duo con i talentuosi Vincenzo Vasi  Valeria Sturba), al produttore e remixer londinese Adrian Sherwood, qui con l’ensemble ‘Fire’ di Ivan Bert, dal costruttore di macchine elettroniche sonore (Andrea Reali presente alla Jam session dedicata alla musica elettronica) alle sonorità che partono dal mondo classico europeo con la clarinettista Selene Framarin e il Manomanouche Quintet (il cui leader Massimo Pitzianti è l’arrangiatore di Paolo Conte), dai grandi talenti come il trio Youlook con l’incredibile voce di Luisa Cottifogli o come  il sax di Dan Kinzelman, nel gruppo di Simone Graziano al dialogo tra due talentuosi batteristi come Donato Stolfi e Mattia Barbieri nella produzione originale "Drum Matic".

Il programma prevede anche collaborazioni con importanti enti culturali torinesi come il Salone Internazionale del Libro insieme a Fondazione Artea (lo scrittore e performer Tiziano Scarpa, già Premio Strega, insieme alla polistrumentista Debora Petrina), il Museo Nazionale del Cinema (film ‘Moondog can see you’/Lapsus Lumine),  il festival ‘Jazz is dead’ (partecipa con 3 serate di ascolto con altrettanti dj legati al mondo del jazz e della cultura musicale quali Gianluca Petrella, Federico Sacchi, Stefano Boni). Al TJF sarà presente anche il dj Raffaele Costantino, conduttore della trasmissione MusicalBox su Radio2. 

E ancora, due personaggi legati al mondo della narrazione racconteranno il jazz e un pezzo di storia del XX secolo: l’attore e regista Michele Di Mauro leggerà Bukowski e Gian Luca Favetto, voce familiare agli ascoltatori di Radio3, parlerà di una casa di Harlem che ogni settimana si apre al pubblico per regalare jazz. 

Tra gli emergenti si potranno ascoltare Sophia Tomelleri, nipote d’arte, Anais Drago con il suo violino jazz, Simone Blasioli, eccellente saxofonista, Elis Lapia, vincitore dell'ultima edizione del premio Massimo Urbani, Cesare Mecca che sta rinnovando la tradizione torinese di grandi trombettisti. In calendario anche  ideatori di nuovi sound come  Camilla Battaglia, figlia d'arte, e il creativo chitarrista Enrico Degani.

Le conferme del jazz maistream passeranno dai set di Luigi Tessarollo e Robert Bonisolo, Alberto Marsico, Sergio Di Gennaro e Jim Rotondi, Massimo Faraò, mentre gli assi del jazz a cavallo tra tradizione e innovazione, appartenenti a generazioni anche lontane tra loro, saranno  ben rappresentate da Daniele Tione, Dino Contenti, Gigi Biolcati, Luca Biggio, XY Quartet, Jacopo Albini, Gilson Silveira e Ruben Bellavia.

In chiusura, domenica 11 ottobre si terranno quattro jam session, divise per linguaggi e aree tematiche: ‘Free la conquista dell’inutile’ (ore 21 - ARTeficIO) coordinata da un nutrito gruppo di ‘liberi pensatori’ del jazz torinese; ‘To Be Or Not To Bop’(ore 22 - Combo) condotta da una all star di musicisti ‘senior’; ‘Manouche: Hot Club Torino’ (ore 21 - Cafè Neruda) in collaborazione con l’Associazione Django Reinhardt per il brillante jazz delle origini; ‘Elettronica S(P)In Ensemble’ (ore 22 - Bunker) che porta sul palco inventori di strumenti elettronici e sperimentatori.

Una delle attività extra concertistiche di questa edizione è la presentazione del volume ‘La Storia del Jazz’ di Hoepli Editore, scritto a sei mani da grandi firme della musicologia jazz italiana quali Riccardo Brazzale, Maurizio Franco e Luigi Onori con la prefazione di Pupi Avati.

Torna poi la formula dei Jazz Blitz, introdotta nel 2018, che ha portato il jazz nei luoghi dell'assistenza e dell'accoglienza . Il Torino Jazz Festival, infatti, vuole essere vicino a chi vive quotidianamente quelle strutture, perché vi soggiorna o vi lavora, e lo fa come sempre con la musica. Oltre al progetto, tutt’ora in programma, delle pillole musicali registrate appositamente create per questi luoghi e trasmesse ai loro ospiti, a ottobre si terrà anche un concerto dal vivo, non aperto al pubblico, alla Casa Circondariale Lorusso e Cotugno. A esibirsi in questo caso sarà l’SPM QUINTET (Caterina Accorsi, voce - Nicola Meloni, pianoforte - Gledison Zabote, sassofoni - Donato Stolfi, batteria - Alessandro Modica, contrabbasso). Il concerto è realizzato dall’associazione Sfera Culture, attiva da oltre 30 anni nel panorama teatrale e musicale cittadino e regionale. 

L’attività sul web di questa sezione  è stata commissionata a gruppi di lavoro che, durante il lockdown, hanno inaugurato creativi palinsesti web. YOUJAZZ metterà online 5 masterclass specialistiche per il TJF (una al giorno, dal 26 al 30 settembre) a cura di altrettanti assi del jazz nazionale e internazionale.

Gian Luigi Carlone (Banda Osiris) insieme a Roberta Mengozzi, invece, dedicherà al Festival due puntate della esilarante trasmissione-web "Questa casa non è uno studio", on line il 25 settembre e l’1 ottobre.

Manuela Marascio

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