Politica - 08 ottobre 2020, 17:47

Magliano (Moderati): "Tundo, settimana di passione: la mia richiesta di comunicazioni urgenti in Consiglio Comunale"

"E sul riconoscimento delle Case Maternità in Piemonte non possiamo più aspettare"

"Nuova richiesta di comunicazioni urgenti da me presentata in Sala Rossa a proposito del Servizio di Trasporto per Persone con Disabilità: notizie di numerosi e gravi disservizi si apprendono da fonti giornalistiche e sono confermate dalle segnalazioni degli stessi utenti", dichiara Silvio Magliano, capogruppo dei Moderati in Consiglio Comunale a Torino.

"Ora la Giunta riferisca in Consiglio Comunale sui ritardi e sulle corse saltate e sui conseguenti problemi patiti dalle famiglie degli utenti. Qual è, inoltre, la situazione relativa ai versamenti di pregressi emolumenti a dipendenti ed ex dipendenti da parte della stessa Tundo? Quali misure e quali precauzioni l'Amministrazione sta attuando per evitare il ripetersi (o il protrarsi) di quanto già vissuto, conosciuto e sopportato in tutti questi anni? Mi aspetto risposte puntuali e convincenti durante la seduta di lunedì prossimo".

"Niente rimborso di maternità per una torinese che ha partorito, lo scorso agosto, nell'unica Casa Maternità attualmente attiva sul nostro territorio: la donna, ospitata presso la Casa Maternità Prima Luce di via San Massimo 17 a Torino a poche ore dal parto, si è vista negare il rimborso parto a domicilio", fa notare ancora Magliano. "La scelta di partorire in Casa Maternità è stata presa a poche ore dalla nascita della neonata. Assurdità ulteriore: il rimborso è sempre riconosciuto alle donne che scelgono di partorire in Case Maternità non piemontesi. Si stanno creando, vista la situazione, veri e propri flussi "turistici" verso le Case Maternità delle regioni confinanti. Il riconoscimento di queste Case è ormai un fatto non più rimandabile".

"Le Case Maternità - che hanno i requisiti di una comune civile abitazione e che non costituiscono studi professionali - concorrono a realizzare nella pratica quanto afferma l'Organizzazione Mondiale della Sanità in merito al "diritto di ogni donna di scegliere di partorire nel luogo che sente più sicuro". Pertanto, ogni donna in buona salute dovrebbe poter scegliere, al termine di una gravidanza fisiologica, se partorire in ospedale, nel proprio appartamento o in una Casa Maternità (e quest'ultima ipotesi è esplicitamente contemplata, per esempio, nelle "Premesse" della DGR 80-5989 del 7 maggio 2002)". 

"Con il mio Ordine del Giorno, che sarà prossimamente discusso in Consiglio Regionale, chiedo il formale riconoscimento delle Case Maternità anche sul nostro territorio, nonché un'integrazione delle varie Delibere di Giunta ai fini di una revisione del protocollo sanitario extraospedaliero in materia. Si avvii una sperimentazione che consenta di analizzare l'efficacia del percorso e l'accesso al servizio da parte delle donne in gravidanza. Un tale modello assistenziale è peraltro abbondantemente supportato da letteratura ed evidenze scientifiche".

comunicato stampa