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Eventi | 14 ottobre 2020, 12:17

Alle Fonderie Limone debuttano per Torinodanza "Confinati dal paradiso" e "Quator"

Appuntamento il 16 e 17 ottobre, ore 20.45

Alle Fonderie Limone debuttano per Torinodanza "Confinati dal paradiso" e "Quator"

Per TORINODANZA 2020 debutta in prima nazionale alle Fonderie Limone di Moncalieri, Sala Piccola, venerdì 16 ottobre, ore 20.45, CONFINATI DAL PARADISO, coreografia e creazione di Marco Chenevier. Danzatori Théo Pendle, Alessia Pinto, Elena Pisu. Drammaturgia Marco Chenevier, Enrico Pastore, consulenza progettazione gioco Pierluca Zizi, luci Andrea Sangiorgi, costumi Sandrine Philippe.

Lo spettacolo, coprodotto da Torinodanza Festival - Teatro Stabile di Torino - Teatro Nazionale, con Tida Theatre Danse e Cie 3 Plumes verrà replicato alle Fonderie Limone di Moncalieri, sabato 17 ottobre 2020, alle ore 22.15.

Il nuovo lavoro di Marco Chenevier, nasce nell’ambito del progetto Corpo Links Cluster. Il punto di partenza era la pratica dello sci di discesa che si trasforma in danza. La velocità, l’ambiente, la forza dinamica del corpo che diviene estasi, fino ad una grazia paradisiaca.

Dopo laboratori, residenze in quota e uno studio dal titolo Purgatorio, Marco Chenevier doveva arrivare quest’anno al debutto di Paradiso: un esercizio tra il gioco e l’estasi che condensa i caratteri prosaici della sua danza. Paradiso, in forza dell’emergenza, diventa Confinati dal Paradiso un lavoro nato nella sospensione e che della sospensione farà la sua poetica espressa in materiali coreografici in forma di soli.

«Confinati dal Paradiso ha una forma legata all’immagine ed al confinamento; tale confinamento tocca gli artisti, certamente, ma anche il pubblico - racconta Chenevier -. L’interazione, il dialogo, la cooperazione e la postura dello spettatore sono una delle linee fondamentali della mia ricerca: oggi la distanza imposta mi spinge a ricercare un’intesa attraverso i corpi, attraverso le immagini e la relazione».

Un cubo di metallo domina la scena: oggi appare come un simbolo del confinamento, dell'appartamento, della stanza, della casa dentro cui ci siamo rinchiusi, dentro cui ognuno di noi si è ritrovato in epoca di pandemia. In questo lavoro risuona dunque quest'esperienza comune come un filo che lega differenti quadri: «vorrei – continua Chenevier - che potessimo sentirci tutti, almeno spiritualmente, collegati. Ma, per il resto, dobbiamo attendere e osservare. Mentre aspettiamo di poter, nuovamente, accedere al Paradiso».

Sabato 17 ottobre, sempre alle Fonderie Limone, ore 20.45, debutta in prima nazionale QUATUOR progetto e coreografia di Ambra Senatore che sarà in scena insieme a Matteo Ceccarelli, Claudia Catarzi, Caterina Basso. Il progetto sonoro è di Jonathan Seilman, le luci di Fausto Bonvini. Lo spettacolo è coprodotto da CCNN, Torinodanza Festival / Teatro Stabile di Torino - Teatro Nazionale, Théâtre de la Ville di Parigi.

Dieci anni dopo la creazione del suo primo pezzo di gruppo, Passo, Ambra Senatore invita la stessa squadra di artisti a investire in una nuova creazione. Armati delle loro esperienze individuali, dei loro viaggi comuni, Ambra Senatore, Caterina Basso, Matteo Ceccarelli e Claudia Catarzi affrontano la questione delle scelte che ogni individuo è portato a fare di fronte e in mezzo ad un gruppo.

«Alla base di questa nuova creazione - dichiara Ambra Senatore -  c’era per me il desiderio di condividere un nuovo processo creativo e la scena con i danzatori che dieci anni fa hanno preso parte al mio primo spettacolo di gruppo, Passo. Da allora si è creata una complicità sempre mantenuta viva attraverso le tournée e altre creazioni condivise con gli uni o con gli altri. Nel tempo ognuno ha anche costruito vite diverse e un proprio percorso autoriale autonomo. 

Abbiamo iniziato le prove a fine gennaio 2020 e uno dei moventi era la riflessione sull’atto creativo nel contesto storico, politico e sociale; riflessione nutrita anche dai ricchi incontri con scienziati e pensatori, con differenti punti di vista sul mondo e sul presente, realizzati tramite il progetto Conversations.

In quanto piccola comunità, parte di una ben più larga, ci siamo chiesti e abbiamo chiesto che desideri avessimo e come realizzarli insieme. Cosa desideri? Cosa vorresti? E dunque, di conseguenza, cosa hai? Cosa fai? Alcuni desideri possono realizzarsi su un palcoscenico. E gli altri? Non trovando sempre le risposte, abbiamo intanto giocato con le domande. Dopo poco dall’inizio delle prove, il tempo ha avuto per tutti una sospensione. Si è ampliato e si è anche compresso.

Le settimane di prova si sono dimezzate. I desideri e le domande non avevano a che vedere con l’esperienza inattesa degli ultimi mesi. Chissà forse invece parrà che si riferiscano proprio a questa.

Ora che scrivo, lo spettacolo ancora non esiste. Esisterà grazie all’incontro con gli spettatori.

Creare uno spettacolo è come viaggiare; ci si prepara, si cerca, ma molto è sorpresa e imprevisto. Siamo all’inizio del viaggio e non so ancora ora che forma prenderà esattamente. Certo resta dell’inizio il desiderio di danzare, lo stare bene insieme, con l’auspicio che sia possibile in larga scala».

Comunicato stampa

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