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Cronaca | 25 ottobre 2020, 09:53

Appelli a Torino contro il coprifuoco: "Scendiamo in piazza e ribelliamoci alla dittatura"

Convocate due manifestazioni per domani sera. Sui fatti indaga la Digos, si ipotizza una matrice di estrema destra. Ma anche gli antagonisti commentano i fatti di Napoli: "Sintomo di qualcosa che deve cambiare"

Appelli a Torino contro il coprifuoco: "Scendiamo in piazza e ribelliamoci alla dittatura"

Sono stati diffusi ieri sera diversi appelli sui social a scendere in piazza a Torino, per mobilitarsi contro le nuove misure del Dpcm, seguendo la scia dei recenti scontri di Napoli. Sui fatti indaga la Digos.

I messaggi sono anonimi, ma dietro potrebbero celarsi attivisti di estrema destra. Secondo quanto si legge, per domani, lunedì 26 ottobre, sono state convocate due manifestazioni, una in piazza Castello, alle 20.30, l'altra in piazza Vittorio, alle 21.

"Il tempo delle richieste è finito - riporta il testo -, sappiamo che chi ci governa non ci ascolta. Popolo italiano e piemontese, ci dobbiamo riunire ed essere uniti contro questa dittatura, contro questo coprifuoco e contro un possibile lockdown". 

"Partirà una manifestazione pacifica e simbolica - si legge sulla pagina Facebook di Marco Licciardi, che firma a nome di "un gruppo di cittadini torinesi - contro il coprifuoco e le ultime restrizioni prese dal Governo e dalla Regione Piemonte". Nel documento si precisa che "si chiede a tutti la partecipazione rispettando rigorosamente il distanziamento e l'uso della mascherina, non vi saranno né colori politici né associazioni esterne o movimenti, ma saremo tutti liberi cittadini che finalmente vogliono esprimere il loro dissenso in tutto questo".

Dagli ambienti antagonisti cittadini, intanto, arriva un commento su quanto accaduto a Napoli: "É il momento di tornare ad affermare che la salute è un fatto sociale complessivo - si legge sul sito Infoaut - e che la ribellione è il sintomo che qualcosa deve cambiare".

Marco Panzarella

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