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Sanità | 26 ottobre 2020, 17:22

Covid, In Asl To4 Pronto Soccorso saturi, Summa: "A Chivasso ieri notte mancavano anche le barelle"

Il segretario provinciale traccia un bilancio, tragico, della situazione e chiede l'intervento della Regione Piemonte

Covid, In Asl To4 Pronto Soccorso saturi, Summa: "A Chivasso ieri notte mancavano anche le barelle"

Barelle che scarseggiano e Pronto Soccorso saturi. Sono in aumento il numero di pazienti covid positivi costretti a ricorrere alle cure del personale sanitario ospedaliero, nell'Asl To4. I pazienti arrivano anche da Torino rendendo ancora più difficile la gestione dell'emergenza. 

E' questo il tragico bilancio della situazione negli ospedali dell'Asl To4 tracciato da Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche. "Comprendiamo la necessità di salvaguardare la medicina specialistica degli ospedali Hub di Torino - dichiara Giuseppe Summa, segretario di Nursind - ma la periferia non è in grado di reggere l'impatto da un punto di vista di ampiezza territoriale, soprattutto per la  carenza di personale ancora maggiore rispetto alla città".

"Sappiamo tutti che le aziende periferiche vanno avanti ormai da anni attraverso personale medico esternalizzato e si fa sempre più fatica a reperire anche personale infermieristico e di supporto". Summa sostiene che la Regione debba intervenire per "potenziare personale, finanziare prestazioni aggiuntive e potenziare il sistema dei trasporti secondari previsti dal Decreto Rilancio".

Il segretario di Nursind parla anche della situazione della rianimazione. "Il documento della Regione Piemonte fa riferimento alle terapie intensive,  ma dimentica le subintensive che dovevano essere incrementate. Nello specifico per quanto riguarda l' Asl To4, il documento parla di rianimazione Covid a Chivasso e Ciriè,  dimenticandosi di Ivrea dove ci sono già pazienti covid positivi ricoverati in terapia intensiva da diversi giorni. A Chivasso doveva esserci la rianimazione covid, peccato che Governo e Regione non abbiano fatto nulla per incrementare i posti letto che in totale dovevano essere 16 tra terapia intensiva e subintensiva. La rianimazione di Chivasso è praticamente già satura. Così si è dovuti ricorrere anche a Ciriè e Ivrea, ma anche qui nulla è stato fatto in merito ai lavori promessi. Come si può pensare che Chivasso possa farsi carico dei pazienti  covid in terapia intensiva di altre aziende, se numericamente non può dare risposta neanche a livello aziendale?".

"La seconda ondata è appena iniziata e siamo seriamente preoccupati - prosegue Giuseppe Summa - È in aumento il numero di dipendenti in infortunio per aver contratto il covid e alcuni di loro sono stati costretti a ricorrere al ricovero ospedaliero. Tornando alla situazione dei pronto soccorso e del loro sovraffollamento invece, rispetto alla primavera il numero dei passaggi  è in aumento, così come anche il numero di positivi che accedono per altre patologie. Addirittura ci viene  segnalato un numero di accessi di cittadini che arrivano con i propri mezzi da Torino. Negli ultimi giorni a Ivrea sono aumentate le sale in pronto soccorso per i pazienti covid in attesa di ricovero o dimissione e un reparto è quasi saturo. A Ciriè si segnalano gravissime criticità in pronto soccorso e difficoltà nei ricoveri nonostante siano presenti già 25 pazienti nei due reparti covid".

"A Chivasso è un vero disastro, il pronto soccorso esplode. Dove possono essere presenti massimo 18 pazienti ne troviamo anche 28. Alle 4 di ieri notte le barelle erano terminate e di questo passo si rischia seriamente di dover riconvertire i reparti chirurgici in covid, con ricadute sulle liste di attesa. A Lanzo sembra imminente la chiusura del PPI per recuperare personale e a Cuorgnè il pronto soccorso dovrebbe chiudere la notte per poter aprire un nuovo reparto covid, ma con inevitabile sovraccarico sul pronto di Ivrea, sperando che arrivino solo pazienti che non necessitano di rianimazione visto che a Cuorgnè non è presente".

Insomma, una situazione a dir poco difficile, che le aziende periferiche come l' Asl To4 non possono affrontare da sole, ma che la Regione sta sovraccaricando ulteriormente. "A tal proposito ci chiediamo che fine hanno fatto le OGR? La Regione non può continuare ad essere orba e far finta di nulla ed è chiaro a tutti che l' oftalmico da solo è insufficiente. Purtroppo siamo solo all'inizio,  ma la situazione è di elevata criticità e a farne le spese purtroppo saranno ancora una volta cittadini e personale".

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