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Sanità | 28 ottobre 2020, 20:52

Chiusi i Pronto Soccorso di Cuorgnè e Lanzo, Pezzetto: "Non dimentichiamo chi ha altre patologie"

Il personale dei due reparti sarà impiegato per potenziare gli ospedali di Ciriè e Ivrea

L'ospedale di Cuorgnè (foto d'archivio)

L'ospedale di Cuorgnè (foto d'archivio)

Chiudono i Pronto soccorso di Cuorgnè e Lanzo. Dopo le indiscrezioni trapelate ieri sulle possibili misure regionali per la gestione dell'emergenza coronavirus, oggi, mercoledì 28 ottobre, è arrivata l'ufficialità.

I Pronto Soccorso saranno chiusi 24 ore su 24 e non svolgeranno nemmeno il servizio diurno. A Cuorgnè il servizio sarà sospeso già a partire dalle 20 di domani, giovedì 29 ottobre: gli utenti già accettati ma ancora presenti in Pronto Soccorso saranno trasferiti, all’Ospedale di Ivrea. Il Punto di primo intervento di Lanzo non sarà più operativo da venerdì.

Il personale dei due reparti sarà invece impiegato per potenziare i Dipartimenti di Emergenza e Accettazione di Ciriè e di Ivrea, per supportare l’assistenza nei reparti dell’Ospedale di Ciriè e per permettere di incrementare il numero di posti letto a media-bassa intensità assistenziale per le persone affette da Covid-19 all’Ospedale di Cuorgnè. Si parla di 24 posti letto in più rispetto ai 26 già attivati.

Le disposizioni regionali prevedono anche la sospensione di tutte le attività ordinarie di ricovero e ambulatoriali non urgenti, con esclusione di quelle relative alle patologie oncologiche, e spostamento delle risorse umane recuperate sulle attività di urgenza-emergenza.

Sulla decisione è intervenuto il sindaco di Cuorgnè, Giuseppe Pezzetto, che questa mattina ha avuto una lunga telefonata con l'Assessore regionale alla Sanità Luigi Icardi per esprimere la propria contrarietà alla chiusura.

"Come Sindaco della comunità che rappresento e ritengo anche dei colleghi rappresentanti dei Comuni delle Valli che afferiscono al Pronto Soccorso della Città di Cuorgnè - ha dichiarato -, mi sento in dovere di esprimere la mia contrarietà a questa soluzione che comporta la soppressione di un servizio indispensabile per un territorio così vasto e morfologicamente complesso. Sono consapevole della criticità del momento e della necessità di trovare adeguate soluzioni alla gestione della complessa situazione pandemica, non possiamo però dimenticare la necessità di garantire un adeguato supporto anche alle altre patologie e alle potenziali situazioni di emergenza dei cittadini a cui il personale del nostro pronto soccorso ha sempre saputo rispondere con tempismo e professionalità".

Nella prima fase della pandemia Pezzetto era riuscito a far restare aperto il Pronto Soccorso.

Antonia Gorgoglione

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