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Economia e lavoro | 29 ottobre 2020, 16:22

Presidio davanti alla Borgo Dora a difesa del lavoratore licenziato: "Colpito perché delegato sindacale"

L'azienda ha assunto il provvedimento disciplinare attribuendogli un atto di insubordinazione. Capparelli (Flai Cgil): "E' ipovedente e monoreddito, ci opponiamo e chiediamo il reintegro". Vieri: "Scelta presa per rispetto degli altri dipendenti: non possiamo tollerare alcuna forma di violenza nell'azienda"

Presidio davanti alla Borgo Dora a difesa del lavoratore licenziato: "Colpito perché delegato sindacale"

Si sono dati appuntamento questa mattina, davanti ai cancelli dell'azienda, per protestare ed esprimere la propria solidarietà nei confronti di un loro collega, licenziato perché accusato di un atto di insubordinazione. E' successo alla Borgo Dora, azienda che opera nel settore food come salumificio industriale. A perdere il posto è invece "Gerry", come lo chiamano tutti i colleghi, che invece nega ogni accusa.

"Quella di Gerry è una situazione particolare - racconta Letizia Capparelli, della segreteria di Flai Cgil Torino -: è ipovedente, quindi ha un'importante disabilità tanto che è stato assunto dalle liste speciali ed è monoreddito. Ma soprattutto è il nostro delegato all'interno dell'azienda. Un ruolo che evidentemente era scomodo e hanno voluto colpirlo per questo".

Gerry, che anche questa mattina era presente fuori dai cancelli, è stato sospeso con decorrenza immediata. "Ieri in Unione Industriale c'è stato l'incontro durante il quale l'azienda ci ha chiesto il nulla osta per il licenziamento, ma ci siamo opposti - dice ancora Capparelli -: abbiamo testimonianze discordanti sui fatti rispetto alla ricostruzione fatta dall'azienda e ne abbiamo chiesto il reintegro immediato".

Da qui, la manifestazione di oggi. "Ho sempre dato il massimo per questa azienda, sono sempre stato presente e ho anche cercato di dare l'esempio. Evidentemente non è bastato", racconta Gerry con la voce colma di amarezza. "E' anche evidente che essere un rappresentante sindacale è considerata una colpa".

Di segno opposto la posizione della Borgo Dora. “La nostra azienda ha sempre fatto dello spirito di collaborazione e unione tra i dipendenti la sua forza e il suo obiettivo. Proprio per salvaguardare il clima di rispetto e fiducia che abbiamo creato all’interno della nostra azienda in tanti anni, non possiamo permettere né tollerare alcuna forma di violenza che possa mettere in pericolo le persone che ogni giorno con noi svolgono al meglio il proprio lavoro", dice Gianluca Vieri, titolare del Salumificio Borgo Dora a commento del presidio di questa mattina davanti alla sua azienda.

"L’azienda ha agito perseguendo il comportamento del lavoratore, che non è stato licenziato in quanto rappresentante sindacale, ma per essere venuto meno alle più basilari regole della convivenza civile, attraverso offese volgari e minacce. Un’aggressione  non può essere accettata né possiamo giustificare le azioni di un dipendente solo in base alle proprie tessere sindacali. Per noi ogni lavoratore è uguale all’altro, meritorio dello stesso rispetto e della stessa rigidità qualora metta in grave pericolo la sicurezza di tutti noi".

"Stiamo tutti vivendo un periodo particolarmente delicato ed incerto e siamo dispiaciuti che si tenti di giustificare atti gravissimi, in un momento in cui è richiesto ancora più senso di responsabilità verso il lavoro. Abbiamo assunto la nostra scelta a malincuore ma nel rispetto dei nostri dipendenti”.

Massimiliano Sciullo

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