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Sanità | 30 ottobre 2020, 15:30

«Sembra di essere tornati a marzo»: la protesta degli operatori sanitari a Pinerolo [VIDEO]

La nuova ondata mette in luce una serie di problemi, tra cui la carenza di personale su cui concorda anche la direzione dell’Asl To3

«Sembra di essere tornati a marzo»: la protesta degli operatori sanitari a Pinerolo [VIDEO]

C’è stanchezza e c’è preoccupazione per la nuova ondata dell’epidemia, viste le carenze organizzative. Per questa ragione i sindacati (Cgil, Cisl, Uil, Nursing Up e Nursind) si sono ritrovati di fronte agli ospedali di Rivoli e di Pinerolo per far sentire la loro voce con un flash mob dal titolo “Tu sì, tu no, senza Dpi non ci sto”.

«La nostra preoccupazione è che l’emergenza attuale diventi una débâcle del sistema sanitario» spiega Nazzareno Arigò segretario della Uil Fpl, di fronte all’ingresso dell’Agnelli.

«La situazione rispetto a marzo non è modificata, ci preoccupa che la sorveglianza sanitaria sul personale degli ospedali e delle strutture sanitarie non sia stata messa in piedi: molti aspettano ancora il primo tampone e c’è chi l’ha fatto, ma attende gli esiti da 10 giorni» lamenta Agnese Avaro della Cisl Fp.

«Inoltre manca del personale sia tra i medici, che gli infermieri e gli oss, una cosa che rivendichiamo da tempo – interviene Marina Maglio della Cgil Fp –. La prima ondata ci ha colto di sorpresa, per questa non c’è stata un’adeguata preparazione. Noi ci saremmo anche aspettati un potenziamento della sanità territoriale, che desse maggior respiro ai pronto soccorso e agli ospedali».

Le fa eco Rossano Campagna del Nursing Up: «Nel laboratorio dell’Asl To3 ci sono diversi tamponi congelati e mancano 10 tecnici. È inutile comprare macchinari se non ci sono le persone che li possono processare e non ci sono i reagenti».

L’impressione di essere tornati indietro nel tempo la testimonia Anastasia De Vito del Nursind, che lavora come infermiera in rianimazione a Pinerolo: «Sembra di essere a marzo, perché non si aspettavano un’ondata del genere. Per noi non c’è sorveglianza sanitaria, abbiamo fatto un tampone solo a marzo, in seguito a un contatto con un positivo. Mentre secondo la Regione dovremmo farlo ogni 40 giorni».

Un altro problema è quello dei dispositivi di protezione individuale, perché i manifestanti lamentano carenze sulle forniture: «I guanti in dotazione non tengono conto di tutte le taglie e chi ha le mani piccole deve usare lo scotch per farli tenere».

Il direttore generale dell’Asl To3 ribatte alle accuse: «Per quanto riguarda i Dpi per gli operatori sono presenti scorte sufficienti per affrontare questa nuova fase dell’emergenza Covid. Allo stesso modo, stiamo continuando a effettuare screening periodici sui dipendenti, non si è verificata alcuna sospensione».

Ma conviene sul problema del personale: «Siamo però consapevoli delle difficoltà del personale e delle criticità del momento: stiamo cercando in tutti i modi possibili di effettuare nuove assunzioni di tutte le figure professionali, in forma precaria o a tempo indeterminato, stiamo scorrendo tutte le graduatorie e abbiamo anche fatto un bando con il San Luigi per trovare nuovi medici a tempo determinato. Purtroppo, questi sforzi non sono proporzionali ai risultati a causa della forte carenza a livello nazionale di personale sanitario, che si riflette anche nelle realtà locali. Trovare in questo momento nuovi operatori è estremamente difficile».

Marco Bertello

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