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Eventi | 23 novembre 2020, 13:15

Oltre 90 anni di arte e incontri: al Tff, Gribaudo svela come "solo la bellezza ci salverà"

Presentato il documentario monografico sull'artista ed editore torinese, fuori concorso, diretto da Alberto Bader

Oltre 90 anni di arte e incontri: al Tff, Gribaudo svela come "solo la bellezza ci salverà"

Artista, editore e promotore culturale torinese, oggi novantunenne, entrato in contatto con alcune tra le più grandi personalità di spicco del Novecento. Ezio Gribaudo apre le porte del proprio studio, offrendo al pubblico il contenuto prezioso di uno scrigno traboccante di tele, fotografie, oggetti e attrezzi del mestiere. E lo fa per il documentario monografico sulla sua vita e la sua figura, che reca come sottotitolo la massima “La bellezza ci salverà”, presentato fuori concorso al 38° Torino Film Festival.

L’opera, diretta dal torinese Alberto Bader, che ha scritto il soggetto assieme a Miriam Capaldo e Alessandro Savioli, restituisce generosamente l’incontro di Gribaudo con l’arte e quel suo incessante bisogno di dipingere, scolpire, costruire, sperimentando tecniche e materiali. Un grande protagonista della nostra cultura, con la statura dei giganti e la modestia degli umili, consacrato dalla Biennale di Venezia, dal Quadriennale nazionale d’arte di Roma, dalla Biennale di San Paolo, nonché insignito della Medaglia d’oro ai benemeriti della cultura e dell’arte. Oggi le sue opere sono esposte al MoMA, alla Peggy Guggenheim Collection, alla Ca’ Pesaro di Venezia, al Musée des Arts Decoratifs di Parigi. A questo si aggiunge l’attività di editore, avviata fin da giovane, pubblicando più di ottanta monografie sull’arte novecentesca.

Il film racconta la singolare vicenda di un artista che ha plasmato la propria esistenza su una vocazione fortissima, ampliando le possibilità di fare esperienza del mondo.

Conosco Ezio da quando avevo 16 anni – spiega Bader, creative producer della casa milanese Quinta Luce -; quando, nel 2017, ho avuto occasione di rivederlo, insieme con la figlia Paola, è nata l’idea di produrre un documentario. Mi sono quindi trovato immerso nel suo modo di essere, il modo di chi ha attraversato almeno sette decenni di storia dell’arte contemporanea. Inizialmente pensavo di raccontare, nell’arco di circa un anno, l’enorme mole di lavoro di Gribaudo, ma non avevo fatto i conti con la sua instancabile spinta creativa. Oggi, dopo tre anni, abbiamo dovuto fermarci nonostante lui continui a produrre arte e pensiero come un giovane artista che si affaccia per la prima volta su un mondo tutto da scoprire”.

Un’emozione grandissima, vedere il film. Alla mia età ci si emoziona ancora”, ha commentato lo stesso Gribaudo dopo la proiezione. “Se pensiamo che il documentario dura 84 minuti, e io ne ho più di 90, si può dire che contenta in ogni minuto un momento della mia lunga vita”.

Rimpiango – ha ammesso – di non essermi fatto ritrarre da Francis Bacon, quello sì. Non credevo di arrivare a quest’età. Ho incontrato personaggi di tale statura, da Picasso a Beckett, che tutti hanno ricoperto un’importanza fondamentale, per me. Parliamo di autentici geni del ventesimo secolo”.

Sono stato un uomo fortunato – ha proseguito -: in passato mi reggeva una verve che adesso non ho più. Vorrei ricordare ognuna delle mie conoscenze in un modo diverso: sono stati i pilastri della mia gioventù e del mio entusiasmo. Sono grato a tutti quanti. In questi ultimi mesi ho subito una grande decadenza fisica, e mai poteva esserci momento più difficile di quello che stiamo vivendo, dove si sono annullati tutti i nostri valori. Per questo l’unica cosa che salverà il mondo credo sia la bellezza”.

Il film sarà disponibile sulla piattaforma MyMovies a partire dalle 14 di oggi, per 48 ore.

Manuela Marascio

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