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Politica | 26 novembre 2020, 14:04

Elezioni Torino 2021, Saracco si chiama fuori: “Io candidato sindaco? No, non sono disponibile”

Il rettore del Politecnico scioglie ogni dubbio sulla possibilità di essere il candidato sindaco del centrosinistra: “Motivi personali e impegni con l’Ateneo, ora non posso ricoprire questo ruolo”

Elezioni Torino 2021, Saracco si chiama fuori: “Io candidato sindaco? No, non sono disponibile”

La corsa alla poltrona di primo cittadino di Torino perde uno dei nomi più chiacchierati di tutti: Guido Saracco non sarà il candidato sindaco civico del centrosinistra.

A fugare ogni dubbio, dopo mesi di voci di corridoio, colloqui e insistenze da parte del mondo politico, è lo stesso rettore del Politecnico: “Oggi non sono disponibile a ricoprire questo ruolo, principalmente per circostanze contingenti che riguardano la mia sfera personale che si sommano agli impegni presi con il mio Ateneo”.

L’annuncio di Saracco segue una tempistica precisa, visto che arriva a poche ore dalla decisione del centrosinistra di sospendere le primarie. La soluzione politica, quindi, diventa l’unica percorribile al momento. Per diverso tempo il nome del rettore magnifico, quasi come uno fantasma, si era manifestato in ogni dibattito sulla figura che, proveniente dalla società civile, avrebbe potuto guidare Torino a partire dall’estate 2021. Ad ammetterlo è lo stesso Saracco: “In questi mesi la mia persona è stata sovente associata al ruolo di potenziale candidato sindaco per le elezioni amministrative di Torino del 2021. Sono lusingato per questo e ringrazio tutti coloro che vedono in me la persona che potrebbe candidarsi ad assolvere alla massima forma di servizio della propria comunità cittadina. Reputo il ruolo del sindaco davvero fondamentale per dare a Torino un nuovo impulso verso uno sviluppo sostenibile, inclusivo e attento alla qualità della vita, come considero la 'ripartenza' di Torino fondamentale per l’impatto che potrà avere ben oltre il perimetro cittadino”.

Dopo aver esaminato con attenzione le istanze, Saracco ha quindi deciso di chiamarsi fuori. Di fare un passo di lato, non indietro: “Posso garantire comunque che come rettore del Politecnico di Torino, nella direzione dell’impatto sociale che questa grande istituzione si è data col suo piano strategico, continuerò a dare il contributo che mi compete allo sviluppo di questa città, lavorando senza riserve, come ho fatto in questi anni, con la prossima Amministrazione comunale, così come con i principali attori del territorio”.

L’uscita pubblica del rettore, di fatto, fortifica le candidature politiche di chi, nel centrosinistra, ambisce ad avere il sostegno per provare a diventare sindaco di Torino. Cinque i nomi presenti nel mazzo di carte in mano alla coalizione guidata dal Partito Democratico: Stefano Lo Russo, attuale capogruppo del Pd, Enzo Lavolta, vice capogruppo dello stesso partito, l’ex assessore regionale Gianna Pentenero, Igor Boni, presidente dei Radicali Italiani e Luca Jahier, proveniente dalla società civile. Non è escluso che il fatto che Saracco si sia chiamato fuori dalla corsa possa però innescare altre reazioni. Per il centrosinistra sono quindi ore decisive: la campagna elettorale entra nel vivo.

"Nelle ore in cui il Rettore del Politecnico ha esternato la sua volontà di non correre per la carica di primo cittadino, il mio primo pensiero è quello di ringraziarlo per la serietà con cui ha affrontato questi mesi. Conosciamo tutti l’intelligenza della persona prima che dell’uomo pubblico, e rispettiamo le motivazioni personali che hanno spinto Saracco a prendere questa decisione", è il commento del consigliere regionale Marco Grimaldi (LuV). Ma proprio perché lo conosciamo, e sappiamo bene quanto ami la nostra città e le persone che la vivono quotidianamente, siamo certi che continuerà a battersi per lo sviluppo di Torino e che saprà essere al nostro fianco e fornirci il suo aiuto per trasformare Torino da capitale della deindustrializzazione, del lavoro povero e sottopagato, della disoccupazione giovanile e delle smog city italiane, a capitale della qualità della vita" . 

 

Andrea Parisotto

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