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Scuola e formazione | 04 dicembre 2020, 12:54

Da Torre Pellice l’annuncio della nascita di un patto per sostenere la scuola

Tra le prossime iniziative che metterà in campo: l’aiuto agli studenti nell’elaborazione dell’esperienza del lockdown e dell’impatto delle nuove regole di convivenza scolastica

La scuola di Villar Pellice

La scuola di Villar Pellice

Un accordo per sostenere la scuola in Val Pellice, in particolare in questi mesi contrassegnati dalla pandemia. Le firme di tutti i componenti del “Patto educativo di comunità” sono state raccolte negli ultimi giorni: assieme al Comune di Torre Pellice, si impegnano sullo stesso fronte, l’istituto comprensivo “Gianni Rodari” e tutte le Amministrazioni comunali in cui sono presenti i suoi plessi: Angrogna, Bobbio Pellice e Villar Pellice. Buona parte dei paesi della Val Pellice, quindi, a cui si aggiungono il Ciss (Consorzio intercomunale servizi sociali), oltre a enti e associazioni che sul territorio lavorano in ambito sociale e culturale: Csd (Commissione Sinodale per la Diaconia), cooperativa sociale “La Tarta Volante”, Scuola di musica intercomunale della Val Pellice-associazione Musicainsieme e Hockey Club Val Pellice Bulldogs asd.

“La possibilità di nuove adesioni al patto è ancora aperta – spiega Giovanni Borgarello, assessore all’istruzione del Comune di Torre Pellice e promotore dell’iniziativa –. L’obiettivo condiviso non si esaurirà con la fine dell’emergenza sanitaria, poiché questa collaborazione è destinata a diventare una modalità strutturale di lavoro congiunto tra scuola e territorio”. Anche se l’annuncio ufficiale è stato fatto solo in questi giorni, i tavoli di lavoro del patto erano già attivi nell’estate affrontando alcune questioni: “Per la riapertura delle scuole alcuni Comuni si trovavano in difficoltà dovendo, ad esempio, trovare locali nuovi. In questo caso, i problemi sono stati risolti in un’ottica più ampia, potendo contare sulla collaborazione di altri enti e associazioni” spiega.

Tra i prossimi impegni dei firmatari del patto c’è l’aiuto agli studenti nell’elaborazione dell’esperienza del lockdown e dell’impatto delle nuove regole di convivenza scolastica, la promozione di attività scolastiche in grado di portare gli alunni a contatto con il territorio e con la natura e, infine, la sperimentazione di un sistema educativo integrato, basato sul lavoro di rete e sulla co-progettazione. “Vogliamo così dare organicità e continuità alle iniziative sul territorio – continua Borgarello –. Tra le prossime ci saranno, ad esempio, incontri in classe per l’elaborazione emotiva di questo periodo e attività per i ragazzi finalizzate ad approfondire il rapporto con se stessi, con gli altri e con il territorio in cui si vive, attraverso la produzione di video”.

Elisa Rollino

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