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Cronaca | 23 dicembre 2020, 15:56

Settimo, arrestati i componenti della banda della "marmotta": avevano fatto esplodere un bancomat

Si tratta di due uomini e una donna; una quarta ragazza è stata denunciata. Il gruppo ha agito in una filiale della Banca d'Alba nel centro di Settimo Torinese

Furto al bancomat, contanti

Bancomat (foto di repertorio)

Tre pregiudicati sono stati arrestati ieri notte a Settimo Torinese per il furto aggravato di un'auto e il successivo furto aggravato commesso allo sportello bancomat della filiale della Banca d’Alba di via Torino, messo in atto con il metodo della cosiddetta “marmotta esplosiva” (micidiale marchingegno artigianale costituito da un supporto in ferro imbottito di polvere esplosiva).

La banda era così costituita: un 31enne pregiudicato residente in provincia di Foggia, incaricato di assemblare e far deflagrare la “marmotta”, nonché di rubare la vettura da utilizzare per il “colpo”; un 38enne di zona Vallette, incaricato di individuare il bancomat da depredare; un ragazza di 28 anni, residente a breve distanza dalla banca, reclutata nell'occasione per effettuare il sopralluogo finale nei pressi dell'obiettivo e di mettere a disposizione la propria abitazione come base logistica per i due complici, una volta eseguito il furto. E' stata poi deferita in stato di libertà anche una quarta persona: una ragazza (classe 1988), che aveva accompagnato i tre arrestati nelle fasi prodromiche al delitto.

Nella notte di lunedì, il gruppo - dopo avere rubato un'autovettura parcheggiata sulla pubblica via - si è diviso: mentre le due ragazze hanno raggiunto l'abitazione in attesa dei complici, i due uomini si sono diretti con l'auto rubata alla banca e hanno fatto esplodere l'apparecchiatura bancomat lì posizionata con la "marmotta esplosiva", precedentemente assemblata, generando un boato che ha svegliato numerosi residenti della zona.

La deflagrazione ha sventrato totalmente lo sportello bancomat, dal quale è stata sottratta la somma di 14.600 euro.

Successivamente, i due malviventi si sono allontanati rapidamente e hanno abbandonato il veicolo rubato, recandosi a piedi presso l’abitazione della complice; in queste fasi hanno nascosto sotto un veicolo in sosta gli arnesi atti allo scasso e alcuni candelotti di polvere da sparo non utilizzati (successivamente rinvenuti dagli operatori).

Gli investigatori, che avevano assistito alle fasi antecedenti al crimine, hanno fatto irruzione nell'alloggio dove i quattro malviventi avevano trovato rifugio, verificate le necessarie condizioni di sicurezza.

Al momento dell’ingresso, i poliziotti hanno fermato le due donne e uno dei malfattori, mentre l’altro ha cercato di guadagnare la fuga, calandosi da un balcone; il fuggitivo è stato però immediatamente bloccato da alcuni investigatori, che si erano opportunamente posizionati in strada proprio per scongiurare tale evenienza e che lo hanno acciuffato ancora aggrappato alla grondaia del palazzo.

Nonostante le accurate ricerche, estese anche alle zone circostanti allo stabile e a quelle limitrofe al luogo di abbandono del veicolo rubato, non il bottino sottratto non è stato rinvenuto: evidentemente doveva essere stato nascosto dai due malviventi, in luogo sicuro, prima di fare ritorno alla base logistica rappresentata dall’abitazione della complice.

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ivrea, competente per l’arresto, chiederà nella giornata odierna al G.I.P. la convalida dell’arresto con richiesta di custodia cautelare in carcere per gli arrestati. Sono tuttora in corso le indagini, da parte della Squadra Mobile, per capire se il gruppo sia stato protagonista di altri episodi.

redazione

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