Cultura e spettacoli | 25 dicembre 2020, 14:18

Marron glacés e liquori "regali"

Le castagne nobilitate amate dal Re Sole. E il vino usato alla corte dei Savoia per celebrare le festività natalizie

Marron glacés e liquori "regali"

 

Questo è il periodo in cui fa capolino nelle vetrine luccicanti delle pasticcerie torinesi un dolce tipico del nostro territorio: il marron glacés! Già alla corte dei Savoia non poteva mancare, così come i liquori digestivi…ma andiamo con ordine.

L'origine di del marron glacés si perde nella notte dei tempi. Sono molti i ricevimenti di corte che li vedevano protagonisti indiscussi. Ma come sono arrivati a corte i parenti nobili delle castagne caramellate che erano l'unica goloseria concessa ai bambini contadini delle vallate cuneesi?

Le castagne erano, infatti, importantissime nella economia piemontese, soprattutto per gli abitanti delle valli montane, che a volte basavano su questo frutto quasi tutta la loro alimentazione. Bollite, arrostite, secche, sfarinate, sotto forma di polenta, di pane e di castagnaccio erano una vera ricchezza per i contadini.

Pare sia stato il cuoco di Carlo Emanuele I, il Conte Gobbo, a inventare i marrons glacée. Alla fine del 500 infatti i Savoia si erano trasferiti a Torino e pretendevano di gustare piatti tipici piemontesi. I cuochi di corte avevano quindi pensato di nobilitare le ricette tipiche della tradizione e adattarle al gusto dei nuovi padroni. Le castagne candite erano già conosciute nelle valli cuneesi, dove costituivano un dolce povero. Per chi sa quale strada le castagne erano arrivate anche nelle case dei signorotti locali ed erano state sottoposte a ripetuti bagni in acqua e zucchero poi glassate. I marrons glacèe piemontesi diventarono così famose che il Re Sole se ne innamorò all'istante: il re goloso francese pare volesse gustarli per tutto l'anno e non solamente nel periodo natalizio, quando era tradizione servirli. 

Più antica è invece la ricetta di un singolare liquore che nel 1274 fu offerto alla corte Savoia: è il "Claretus", usato molto per le festività natalizie. La ricetta prevede che si usi vino rosso di ottima qualità, nel quale si mettono in infusione semi di anice stellato, cannella, chiodi di garofano, vaniglia e noce moscata con zucchero e miele.

Se con le gli eccessi durante i pranzi delle festività si “esagerava” per combattere il male di pancia veniva usato il vino medicato di ginepro; per prepararlo si prendevano due pugni abbondanti di bacche di ginepro, un cucchiaino di semi di anice e si ponevano a macerare per una decina di giorni in robusto vino rosso, tenendo il vaso in ub luogo buio. Trascorso il tempo, si filtrava più volte e si aggiungevano circa 25° gr di zucchero. Avete segnato tutto? Non resta che provare.

 

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