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Eventi | 08 gennaio 2021, 09:00

Quando a Torino il teatro era sperimentazione: l'Unione Culturale Antonicelli omaggia Vincenzo Ciaffi

Online sul sito e i social un contributo video dedicato alla messa in scena del "Woyzeck" di Georg Büchner, 75 anni fa. E' il primo di una serie di appuntamenti con la storia del teatro sperimentale torinese

teatro unione culturale franco antonicelli

Foto d'epoca della sala teatrale dell'Unione Culturale Franco Antonicelli

A 75 anni dal debutto del dramma Woyzeck del tedesco Georg Büchner, portato in scena dalla compagnia Teatro sperimentale dell'Unione Culturale Franco Antonicelli di Torino, sul sito www.unioneculturale.org e sui canali Youtube e Facebook verrà pubblicato, nella giornata di oggi, un omaggio a quell'esperienza e al suo regista, Vincenzo Ciaffi.

Un video che raccoglie alcune speciali testimonianze inedite: Luisella Ciaffi, sorella di Vincenzo, ricorda di quando dodicenne interpretò nello spettacolo la figlia del protagonista; Baba Richerme, giornalista Rai e figlia di Elda Caliari, legge una memoria autobiografica della madre sull'esperienza del Teatro dei Cento; Gian Renzo Morteo, storico del teatro, e Raf Vallone, che interpretò Woyzeck, ricordano Ciaffi nella registrazione di un incontro tenutosi in UC il 12 aprile 1983.

Un contributo realizzato assieme Marco Gobetti e con la collaborazione di Paolo Ciaffi Ricagno.

I materiali rimarranno disponibili agli utenti anche in futuro sui social e sul sito, a inaugurare una serie di contributi nati dalle ricerche a cui l’associazione si è dedicata in questi mesi di chiusura al pubblico.

"Stiamo vivendo un momento paradossale per la cultura - raccontano dalla sede di via Cesare Battisti -, che ci ha fatto prendere coscienza di difficoltà preesistenti e ben radicate ma che ha anche aspetti inediti. L’impossibilità per le persone di stare insieme a causa della pandemia si cala nel contesto di una rivoluzione digitale foriera di tentazioni e fraintendimenti pericolosi. C’è chi crede che il teatro, arte della scena e dei corpi, si possa trasferire on line fingendo di non vedere quali sono gli ingredienti indispensabili per fare sì che il teatro sia davvero autentico, magico e sociale, e possa dunque rappresentare l’antitesi alla situazione presente".

"Quando l’Unione culturale è nata, nel 1945, il teatro è stato uno dei primi campi in cui l’associazione si è cimentata - continuano -. Oggi pensiamo che studiare tutto ciò che in altre epoche ha rappresentato un teatro possibile sia la giusta prospettiva da cui interrogare il presente e immaginare il futuro". A patto di tenere bene a mente un pensiero di Morteo, secondo cui: “il teatro di ieri, come tutta la cultura e l’arte che ci giunge dal passato, dovrebbe essere assunto come elemento di confronto nei rispetti del presente e non come modello ideale”.

Si comincia quindi con un omaggio a Ciaffi, latinista e antifascista, esponente di spicco in quel panorama di intellettuali torinesi fondatori dell’Unione culturale, assieme a Felice Casorati, Oscar Navarro, Albino Galvano e Guido Hess Seborga. Fu anche tra coloro che s’impegnarono affinché la città si dotasse di un Teatro Stabile.

"Questo contributo - concludono dall'UC - vuole essere anche il prologo a una ricerca più approfondita su un’esperienza di sperimentazione che contribuì a cambiare la storia del teatro torinese, e non solo, del secondo dopoguerra".

Manuela Marascio

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