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Cronaca | 15 gennaio 2021, 19:08

“La Regione prenda in mano la questione lupo: la presenza dell’uomo in montagna è a rischio”

La richiesta parte da Val Pellice, Val Maira e Valli di Lanzo. Il vicepresidente Carosso: “Presto arriverà l’approvazione del Piano di gestione”

Lupo

La richiesta è di non tenere posizioni pseudoambientaliste, ma prendere in mano la questione del lupo e mediare tra le posizioni, “perché la presenza dell’uomo in montagna è a rischio”. Parte dalle vallate Pellice, Maira e Lanzo un appello dai toni forti su un tema controverso come quello della gestione del lupo. Villar Pellice, Bobbio Pellice, Rorà, Bibiana, Unione montana Valli di Lanzo, Ceronda e Casternone, Elva, Cartignano, Coldiretti, Cia e Arema (Associazione regionale malgari), il 31 dicembre hanno inviato una lettera alla Regione, al Ministero dell’Ambiente, all’Uncem e ai parlamentari nazionali ed europei, chiedendo che il Piemonte prenda in mano la situazione e svolga un ruolo di mediazione, senza essere “apertamente e passivamente schierata su posizioni pseudoambientaliste”, non mostrando “alcuna volontà di confronto costruttivo con il mondo rurale”.

Il documento è frutto di una riunione che si è tenuta il 2 ottobre a Villar Pellice e che chiedeva che il lupo non fosse più considerato specie iperprotetta.

Il tema della presenza di questo animali in montagna è un argomento divisivo da anni: da un lato ci sono i pastori e gli allevatori che chiedono piani di contenimento (ovvero battute di caccia mirate), che diminuiscano la presenza di esemplari ed evitino predazioni alle greggi, dall’altro gli ambientalisti che rivendicano la funzione fondamentale del lupo nell’ecosistema.
“Noi non chiediamo che la Regione affidi ai pastori o alle associazioni agricole, ma nemmeno a quella ambientaliste – puntualizza Lilia Garnier, sindaco di Villar Pellice –. Vogliamo che la politica svolga il suo ruolo di mediazione e ponga fine a una non gestione della situazione”.

Un affondo che Fabio Carosso, vicepresidente della Regione Piemonte parà così: “Non è vero che non ci stiamo interessando al problema, continuiamo a lavorare perché il Piano di gestione del lupo venga approvato nella Conferenza Stato-Regioni e il via libera dovrebbe arrivare nelle prossime settimane”. Il Piano apre, in casi eccezionali, a battute di caccia per contenere la presenza di quest’animale in un dato territorio. Ma Carosso precisa come la situazione deve essere più articolata: “Il lavoro in alpeggio sta cambiando e noi vogliamo sostenere gli allevatori, perché possano farlo in sicurezza e con i dovuti ristori per le predazioni – prosegue Carosso –. Per questo motivo abbiamo scelto che gli indennizzi per le predazioni vengano erogati direttamente dalla Regione e non si passi più da un’assicurazione. Una misura che accorcia i tempi”. Infine il vicepresidente puntualizza come in Italia a rispetto della Francia la situazione sia migliore: “Abbiamo più lupi e meno predazioni, segno che una gestione c’è e dà dei risultati, occorre solo migliorarla”.

Marco Bertello

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