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Economia e lavoro | 15 gennaio 2021, 13:06

L'ombra della crisi di Governo si allunga su Embraco: "A rischio il progetto Italcomp?"

Forte preoccupazione da parte dei sindacati per una situazione già resa delicata dallo stallo a livello europeo. Paone (Uilm): "Dare certezza ai 400 lavoratori, il 20 luglio scadono gli ammortizzatori sociali". Bolognesi (Fiom): "L'impegno è del Ministero, si vada avanti comunque". Marino (Uglm): "Non si vanifichi tutto"

Una manifestazione dei lavoratori Embraco

Una manifestazione dei lavoratori Embraco

Una crisi romana, ma con riflessi locali. Non poteva essere diversa, la dinamica legata ai sussulti che il Governo Conte-Bis sta subendo in queste ore dopo l'abbandono delle due ministre di Italia Viva e l'attacco frontale del leader Matteo Renzi. E se con il passare dei giorni si cercano soluzioni per l'esecutivo, ci sono partite che si giocano sul territorio e che non possono aspettare a lungo.

Come Embraco, già Ventures, che dopo la brutta esperienza degli ultimi mesi ora guardava con fiducia (insieme ai suoi 400 lavoratori) al progetto Italcomp, la nuova società a forte partecipazione pubblica che insieme allo stabilimento di Riva di Chieri avrebbe dovuto garantire un futuro anche per la Acc di Mel, in provincia di Belluno.

Una partita in cui Invitalia e il Governo giocano un ruolo fondamentale, ma che orai si ritrova senza certezze, mentre in Europa non mancano i dubbi e le attese soprattutto per quanto riguarda la partita di Acc, ma che inevitabilmente finiscono per addensare le nubi anche su Embraco. “È necessario creare immediatamente la nuova società Italcomp, con l’obiettivo di avviare il nuovo progetto industriale e dare certezze ai 400 lavoratori, stanchi di promesse non mantenute da parte dei tre ministri che si sono succeduti in questa vicenda - dice Luigi Paone, segretario generale Uilm Torino -. Ricordiamo che il 20 luglio scadranno gli ammortizzatori sociali e, in mancanza di alternative industriali, il curatore fallimentare sarà obbligato a inviare le lettere di licenziamento ai lavoratori”. 

Il progetto Italcomp, presentato dal Mise attraverso il commissario di Acc, Maurizio Castro, prevede la produzione di compressori per frigoriferi e altri componenti per il settore elettrodomestici nei due stabilimenti di Belluno e Torino. Le linee generali del piano industriale, illustrato a novembre 2020, prevedono un investimento complessivo di 56 milioni di euro. Di questi, 28 milioni sono destinati a Mel e 18 a Riva di Chieri. "Le previsioni iniziali indicavano l’avvio della produzione industriale per gennaio 2022 - aggiunge Vito Benevento, segretario organizzativo Uilm Torino -. Restano ancora da chiarire i volumi occupazionali che l’operazione sarebbe in grado di garantire". 

"Il governo è comunque in carica - commenta Ugo Bolognesi, responsabile Embraco per Fiom-Cgil - e ci aspettiamo che il Mise convochi il tavolo e che si passi dalle parole ai fatti. Il prima possibile. L'impegno l'ha preso il ministero e va portato avanti da chiunque ricopra quell'incarico, anche se l'instabilità non ci voleva ed è da irresponsabili. Ora bisogna lavorare, con impegno e dimostrare serietà".

Timori anche da Uglm, con il segretario Ciro Marino: “Il futuro di 700 lavoratori vede allontanarsi ancora di più la luce del tunnel. Gli accadimenti sulla caduta del governo non facciano svanire la realizzazione del progetto industriale Italcomp”.

Massimiliano Sciullo

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