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Attualità | 22 gennaio 2021, 11:05

Casa del Teatro Ragazzi e Giovani, un'agorà per le Atp Finals: "Uniamo sport e cultura" [VIDEO]

In corso i lavori di rifunzionalizzazione degli spazi. L'edificio accoglierà spettacoli, eventi e dibattiti a tema

Casa del Teatro Ragazzi e Giovani

Foyer della Casa del Teatro Ragazzi e Giovani

Un progetto triennale di riqualificazione e ammodernamento in vista delle ATP Finals del prossimo novembre. Procedono senza sosta i lavori all’interno della Casa del Teatro Ragazzi e Giovani accanto al Pala Alpitour, nata 25 anni fa da un’idea dell’ex direttore Graziano Melano, su progetto dell’architetto Agostino Magnaghi, e con il benestare dell’allora assessore alla cultura Fiorenzo Alfieri. Impossibilitata, come tutti gli spazi culturali, ad accogliere spettacoli dal vivo, la Fondazione sta portando avanti una ricca programmazione in streaming o in formato podcast, mantenendo il contatto diretto, anche se a distanza, con i bambini e le famiglie da casa o a scuola. E pensando già a come unire al meglio arte e sport nei prossimi mesi.

In occasione delle partite tra gli otto campioni mondiali del tennis, l’edificio, con ingresso principale da corso Galileo Ferraris 266 e un secondo affaccio su piazzale Grande Torino, per cinque anni diventerà un vero e proprio “ATP Theatre”, accogliendo ospiti internazionali, sponsor, ufficio stampa, convegni, dibattiti e, naturalmente, spettacoli a tema, studiati apposta per le nuove generazioni. 

Il piano di interventi 2019-2021, finanziato dalla Compagnia di San Paolo, rappresenta così un’opportunità notevole sia per la valorizzazione di alcune strutture del complesso, ormai ammalorate o non adeguatamente utilizzate, sia per un rinnovamento complessivo dell’immagine di Torino agli occhi del mondo, cui il torneo tennistico farà da vetrina. 

Nella prima fase abbiamo recuperato tutta la struttura edilizia - spiega il presidente di Fondazione TRG Alberto Vanelli -. Ora è già in appalto il primo lotto, che riguarda la rifunzionalizzazione della manica dei laboratori per le prove e le attività educative. Il secondo comprende, invece, tutta l’impiantistica dell’area. Stiamo intervenendo anche sulla nuova centrale di raffreddamento e sull’impianto di riscaldamento, nell’ottica di un maggior risparmio energetico. L’ultimo lotto vedrà la sostituzione di tutti i materiali in legno del teatro e la sistemazione dell’arena all’aperto, che ha inaugurato la scorsa estate con grande successo di pubblico. L’anno in corso, il 2021, deve ancora essere finanziato. Ci occuperemo infine del verde antistante la Casa, con l’apertura di un nuovo ingresso su piazzale Grande Torino”. 

Ma non è tutto. L’obiettivo a lungo termine della Fondazione è di configurarsi come un vero e proprio polo attrattivo per le nuove generazioni, conglobando proposte culturale, archivi consultabili e attività a forte impatto sociale. “Il Comune - racconta ancora Vanelli - ci ha offerto l’ex cabina elettrica AEM da sempre di pertinenza dell’edificio, consegnandoci anche l’ex palazzina con gli uffici, prima riservata ai servizi sociali. Qui vorremmo creare un centro di documentazione scientifica per l’attività di ricerca, un servizio di ristorazione sensibile ai temi di educazione alimentare e tutela ambientale. Il primo piano sarebbe poi destinato al recupero di ragazzi fragili, con difficoltà in famiglia e varie forme di disagio. Otto, dieci giovani, dai 14 ai 20 anni, che, utilizzando il mezzo teatrale come forma espressiva, possano avviare un recupero psicologico per il reinserimento in società”. 

Un restyling globale, quindi, che vedrà il coronamento, anche in termini di visibilità, nel quinquennio internazionale e ultra mediatico delle ATP. “Allestiremo la sala grande con tecnologie digitali per le produzioni in podcast o televisive - aggiunge Vanelli -. Vorremmo che questo diventasse l’autentico quartiere sportivo e culturale di Torino. Tanti giovani, che magari non hanno abbastanza soldi per il biglietto, potranno ugualmente conoscere da vicino i numeri uno del tennis grazie al calendario di incontri che proporremo. E la trasmissione online ci avvicinerà a centinaia di migliaia di utenti”. 

Ma, in attesa della grande inaugurazione il 14 novembre, la Casa non si ferma. Anzi, l’auspicio è di ritornare quanto prima ad accogliere il pubblico dal vivo, presumibilmente tra marzo e aprile, per poi riprogrammare una rassegna nell’arena estiva.

Riteniamo sia importante per bambini e ragazzi mantenere la socialità - commenta Emiliano Bronzino, direttore artistico di Fondazione TRG -. Le ATP Finals creeranno ponti tra cultura, sport e nuove generazioni. Ho già avviato una perlustrazione di spettacoli che abbiano il tennis come tematica, ne esistono parecchi. La nostra intenzione è di proporli al pubblico durante il torneo. Siamo in una fase interlocutoria con l’organizzazione per definire al meglio il programma finale. Saranno anche forniti approfondimenti culturali ad ampio raggio, siamo a completa disposizione. Geograficamente siamo nel luogo giusto al momento giusto, e tematicamente le affinità sono molto interessanti”. 

Manuela Marascio

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