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Immortali | 03 febbraio 2021, 10:58

Addio a Giancarlo Bonetto, vero cuore granata

Si è spento lo storico presidente del Circolo Soci del Torino. Una vita spesa per i colori di cui si era innamorato da bambino

Domenico Beccaria al Filadelfia

l'ultimo saluto di Domenico Beccaria al cuore granata Giancarlo Bonetto

Ci eravamo già conosciuti in precedenza, ma avevamo affinato la conoscenza fino a farla crescere ad amicizia, al tavolo per la costituzione della Fondazione Filadelfia, cui Giancarlo Bonetto partecipava, fin dai primi giorni, nella sua veste di presidente del Circolo Soci del Torino.

Tutti quanti lo consideravamo il decano, come in effetti era, un po' perché poteva tranquillamente essere il padre di tutti noi, un po' per la burbera bonarietà e la sua autorevolezza pacata era sempre ben accetta, anche se a volte un po' mi pesava, perché la esercitava per frenare i miei slanci di polemica insofferenza, che lui smussava con il suo senso della diplomazia e delle istituzioni.

In parecchie occasioni le nostre posizioni si sono trovate a divergere, ma rientrava nella normale dialettica delle parti ed era sufficiente uno sguardo tra noi, per capire che eravamo dalla stessa parte, che potevamo contare, come è sempre stato, uno sull’appoggio dell’altro; appoggio non concesso per mero calcolo di convenienza, ma basato su un solido rapporto di stima ed amicizia reciproche.

La sua instancabile opera di cuscinetto fra le esasperanti lentezze burocratiche degli enti pubblici e il granatissimo entusiasmo tifoso che metteva le ali ai nostri piedi, è stata preziosissima per arrivare, il 25 maggio 2017, all'inaugurazione della parte sportiva del Filadelfia ed il suo sorriso raggiante, che ha orgogliosamente indossato in quei giorni, ne sono il miglior testimone.

Oggi l'età e la malattia ce l'hanno portato via e gli abbiamo dato l'addio in pochi, per esplicita volontà della famiglia, che voleva evitare di innescare un focolaio Covid in occasione delle sue esequie. Personalmente, oltre al personaggio pubblico, io piango anche la scomparsa di un grande amico, di una persona ammodo, uno di quei vecchi piemontesi di cui si è perso lo stampo.

Non sono credente e sinceramente non so se ci sia un aldilà, ma se esiste, ed in qualche posto c'è un angolo di paradiso riservato ai granata, sono sicuro che quando c'è arrivato, Giancarlo abbia trovato gli Immortali, Meroni, Ferrini e tutti i granata saliti lassù prima di lui, ad accoglierlo con un lungo e caloroso applauso per quello che nella sua vita ha fatto per tramandare ed onorare la loro memoria ed i valori che hanno incarnato nella loro carriera con la casacca del Toro indosso.

E sono altrettanto sicuro che, da lassù, Giancarlo ci vede e sa che il testimone che lui ha dovuto lasciare, l'abbiamo raccolto noi e lo porteremo fino al traguardo che avremmo voluto raggiungere insieme con lui, ovvero la completa riedificazione del Filadelfia ed il suo ritorno ad essere il centro dell'universo culturale granata, vero cuore granata.

Domenico Beccaria

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