/ Economia e lavoro

Economia e lavoro | 15 febbraio 2021, 11:35

Stop allo sci, la montagna si ribella: flash mob in quota, appelli sui ristori. Persi 10 miliardi [VIDEO]

Il governatore Cirio chiede l'intervento di Draghi “perché la tutela del mondo reale passi dalle parole dei mesi passati ai fatti di oggi". Bardonecchia pronta al flash mob, parole di rabbia anche da Sestriere e Sauze d'Oulx

Stop allo sci, la montagna si ribella: flash mob in quota, appelli sui ristori. Persi 10 miliardi [VIDEO]

La politica e la montagna si mobilitano per la ripartenza degli impianti da sci. Dopo la doccia fredda arrivata nella serata di ieri, quando il ministro della Salute Roberto Speranza ha bloccato la riapertura delle piste a poche ore dal via previsto  questa mattina, monta la protesta.

Questo pomeriggio a partire dalle 16 a Bardonecchia si svolgerà un flash mob, promosso dall’amministrazione comunale, contro lo stop a funivie e cabinovie. L’appuntamento è fissato per le 16 nella piazza della Chiesa Parrocchiale, con sci e snowboard: alle 16:15 tutto il paese valsusino si fermerà per tre minuti con “serrata dei negozi, suono di campane e tutti in stand by ovunque ci si trovi”.

Sul piede di guerra anche il sindaco di Sauze d’Oulx, dell’Unione montana comuni olimpici della via Latte Mauro Meneguzzi, che parla di presa in giro e chiede “congrui ristori, che a questo punto abbiamo il diritto di reclamare a gran voce per non dover veder morire l’interno comparto neve”.

E severissimo è anche il sindaco di Sestriere, Gianni Poncet: "E' un chiaro segnale di disinteresse e di maltrattamento per la montagna, per le persone e le famiglie che ci vivono e ci lavorano. La montagna invernale è ferma da marzo 2020: tra poco saremo a un anno di paralisi della principale fonte di sostentamento di decine di migliaia di famiglie". E sui ristori affonda: "Per ora, gli unici arrivati sono stati quelli erogati dal nostro Comune: per il resto sono state solo parole da parte di chi ha voluto prenderci in giro. Ci sentiamo dire che lo sci è pericoloso quando poi vediamo strade, piazze e centri commerciali presi d'assalto". 

E a fare i conti economici dello stop è Coldiretti, che stima una perdita tra i 10 e i 12 miliardi di euro per il fermo al turismo invernale. Da quest'ultimo - spiegano - "dipende buona parte della sopravvivenza delle strutture agricole, che con l'attività di allevamento e coltivazione svolgono un ruolo fondamentale per il presidio del territorio contro il dissesto idrogeologico, l'abbandono e lo spopolamento".

Questa mattina il Presidente Alberto Cirio è tornato a fare sentire la sua voce ai microfoni di Sky Tg 24, accusando il ministro Speranza di “mancanza di rispetto” e chiedendo l’intervento del neo Presidente del Consiglio Mario Draghi “perché la tutela del mondo reale passi dalle parole dei mesi passati ai fatti di oggi". "Fuori dai palazzi romani ha detto il governatore - c'è un mondo reale, fatto di persone reali che hanno assunto dipendenti, han fatto contratti, venduto skypass. Ci sono famiglie che, viste le vacanze, hanno preso ferie per portare i figli in montagna. Persone di cui il ministro Speranza ha dimostrato di non avere rispetto”.

Parole condivise dal consigliere regionale della Lega Andrea Cane che parla di “ultima beffa per la montagna”: l’esponente del Carroccio oggi avrebbe dovuto partecipare alla riapertura degli impianti a Locana. L’Alpe Cialma -spiega - sarebbe stata una delle prime stazioni sciistiche a ripartire: comprendo quindi totalmente la rabbia che sta attraversando gli animi delle persone che stavano lavorando per offrire un turismo di eccellenza per le nostre Valli”.

Solidarietà al comparto anche dai consiglieri regionali del Movimento 4 Ottobre Piemonte Francesca Frediani e Giorgio Bertola, che denunciano come lo stop è una "mazzata che ricadrà soprattutto sulle categorie più fragili del comparto neve".

Ad attaccare Speranza per lo stop allo sci i consiglieri del Pd Daniele Valle e Maurizio Marello, che sottolineano come: “nessuna delle dichiarazioni rilasciate può giustificare una decisione la sera per la mattina, a maggior ragione in costanza di Ministro. Sa tanto di “ho aspettato per vedere se toccava a un altro”.

Quello che ci sembra chiaro, anche rispetto all’esperienza della scorsa estate – proseguono i Consiglieri dem - è che le attività produttive non hanno alcun beneficio da aperture a singhiozzo e programmazione a corto respiro, spese di preparazione e consumatori timorosi. Hanno bisogno di riaprire in sicurezza e questo è l’unico modo per riprendersi davvero e in fretta. Servono, quindi, misure drastiche per contenere il contagio e permettere una vaccinazione efficace, mentre questa seconda ondata è stato un susseguirsi di aggiustamenti e disposizioni “a mezza cottura”.”.

 

redazione

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

MoreVideo: le immagini della giornata

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium