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Attualità | 15 febbraio 2021, 07:15

Sci fermo fino al 5 marzo, la Regione Piemonte insorge: "Speranza inadeguato, servono fondi straordinari"

Bongioanni (FdI): "Chiederò a Cirio di erogare i 20 milioni e 500mila euro stanziati in consiglio a sostegno della crisi della montagna". Preioni (Lega): "Il ministero del Turismo imporrà un cambio di passo"

Stazione sciistica di Bardonecchia

Stazione sciistica di Bardonecchia

L'allarme lanciato dal Cts e il conseguente dietrofront del ministro alla Salute Roberto Speranza rispetto all'apertura degli impianti sciistici, prevista per le 9.30 di questa mattina, ha scatenato una bufera di commenti indignati da parte delle forze politiche di maggioranza in Regione Piemonte. 

Paolo Bongioanni, presidente del gruppo consiliare di Fratelli d'Italia in Consiglio regionale, ha commentato così la decisione: "Mi rendo conto di essere stato ancora una volta ottimista e avere sopravvalutato la nullità, l'incapacità e l'irresponsabilità di chi ci governa. Puoi mettere anche Schumacher a guidare una bicicletta, ma andrà forte sempre e solo come una bicicletta, non può diventare una Ferrari. Se te ne freghi di chi lavora, se non hai rispetto delle sofferenze delle persone che ci mettono il cuore e l'anima, se non hai mai lavorato un giorno nella tua vita, se non sai cosa sia il sacrificio, alla fine non puoi avere rispetto per il lavoro e neanche per la dignità delle persone, ma non puoi neanche fare il ministro. Speranza è inadeguato".

E ancora: "Prima il Cts dice di sì, poi lo stesso Cts dice di no, ma non è uno scherzo, purtroppo. È la drammatica realtà che condanna l'economia della nostra montagna, il presidio delle nostre valli e umilia chi in quota ha il coraggio di vivere e lavorare. Se il buongiorno del nuovo Governo si vede dal mattino, ci aspetta un futuro drammaticamente buio".

Bongioanni, appresa la notizia della non apertura, ha redatto un ordine del giorno che, se approvato, impegnerà la giunta del Piemonte a richiedere, insieme alle altre Regioni, uno stanziamento straordinario che sia pari almeno all'80% delle perdite subite nell'arco dell'intera stagione invernale 2020/2021, comprese le attività di indotto e interessate da restrizioni come il settore ristorazione e intrattenimento, i rifugi alpini e i maestri di sci (15mila professionisti in Italia), sostenendo contemporaneamente ogni azione legale promossa dagli imprenditori del settore sciistico colpiti dalla decisione improvvisa di tenere chiusi gli impianti poche ore prima del 15 febbraio. "Chiederò infine al presidente Cirio di erogare con urgenza i 20 milioni e 500mila euro stanziati in Consiglio regionale a sostegno della crisi della montagna", ha concluso Bongioanni.

Anche il gruppo Lega Salvini Piemonte, con il presidente Alberto Preioni e il consigliere regionale Valter Marin, stigmatizza in maniera categorica la proroga  al 5 marzo della chiusura degli impianti sciistici. “Recidivo negli arbitrii che furono tratto distintivo del governo Conte - ricorda il presidente Preioni -, Speranza fa cadere dall’alto una decisione che sconvolge la vita e il diritto al lavoro di decine di migliaia di operatori delle nostre montagne. Far ripartire la stagione sciistica non significa azionare un semplice interruttore: c’è piuttosto un lungo, meticoloso e costoso lavoro di preparazione che il 'niet' del ministro ha gettato alle ortiche. La montagna merita più rispetto, come lo meritano gli imprenditori e gli operatori che alla stagione invernale legano i propri destini. E di questo devono tenere conto anche gli esperti del Comitato tecnico scientifico, gli stessi che avevano garantito le autorizzazioni sanitarie perché si potesse ricominciare a sciare in sicurezza a partire da domani. Tutta questa incertezza distrugge le imprese e azzera i posti di lavoro, senza che le promesse di ristori che fin qui sono stati tutt’altro che immediati e sufficienti possano risollevare le sorti del comparto. Siamo certi che l’azione politica della Lega, oggi forza di governo con un ministero strategico come quello del Turismo, imporrà un cambio di passo e meglio consiglierà il ministro Speranza nelle sue future decisioni”.

Sono senza parole - aggiunge il consigliere regionale Marin -, perché mai avrei immaginato di assistere a una proroga delle chiusure la sera prima di un’annunciata riapertura, quando strutture alberghiere, società di gestione e più in generale l’industria della neve avevano già provveduto alle assunzioni necessarie per accogliere gli sciatori. Anche le motivazioni scientifiche di questa scelta mi lasciano molto perplesso, visto che da uomo di montagna non mi risulta che la pratica sportiva all’aria aperta sia fonte di contagio. Resta l’amarezza per una decisione inaspettata, incomprensibile e di fatto senza spiegazioni”.

Redazione

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