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Cronaca | 18 febbraio 2021, 14:22

Rettorato occupato, gli studenti bocciano il sistema per gli esami a distanza: “Taglia fuori il 30% di noi” [FOTO e VIDEO]

L’occupazione dura ormai da martedì pomeriggio, con tende nel cortile del rettorato: “I computer presi dall’università non supportano il sistema. Siamo contrari a questa modalità d’esame”

Rettorato, protesta degli studenti

Protesta studenti in Rettorato

Non si placa la rabbia degli studenti universitari che da martedì pomeriggio hanno occupato il Rettorato di via Po. A scatenare le proteste, come una goccia che ha fatto traboccare un vaso già colmo causa difficoltà da pandemia, la volontà di adottare per gli esami a distanza dei sistemi di procrotring, che sostanzialmente servono a far si che gli studenti non copino.

Il motivo non è ovviamente la volontà di copiare, anzi. A detta degli Studenti indipendenti, che questa mattina hanno organizzato un’assemblea in Rettorato, il problema sarebbe relativo a una connessione non adeguata per tutti gli studenti: “Il 30% degli studenti non avrebbe una connessione adeguata a rispondere ai requisiti tecnici scritti sulla pagina del sito del software. Rischiano di essere tagliati fuori” attacca Mattia Plancher, degli Studenti Indipendenti.

L’università si è impegnata per garantire una modalità di esame orale, ma cosa succederebbe se 100 persone comunicassero di non poter effettuare l’esame online? “Il docente si ritroverebbe a fare 100 esami orali, in presenza, in un solo giorno” spiega lo studente. Non è un caso quindi che vi sia na spaccatura anche tra i docenti stessi: in molti ritengono lo strumento di proctoring indispensabile per lo svolgimento dell’esame, altri hanno già annunciato di non averne bisogno. Insomma, docente che vai, esame che trovi.

Ecco perché, tra tende montate in cui i ragazzi hanno passato la notte, aule studio occupate e assemblee, la richiesta al rettore è di rivedere il sistema per effettuare gli esami a distanza: “Il rettore ci ha proposto di portargli le nostre istanze, ma le abbiamo già presentate più volte. Ci hanno detto che ci stiamo inventando le cose, quindi abbiamo deciso di riportare gli emendamenti al rettore e valuteremo le successive azioni. Il 23 ci sarà il consiglio di amministrazione, ci mobiliteremo per quella data” racconta Plancher.

Rimane il malcontento per un periodo, quello della pandemia, che secondo gli studenti non sarebbe stato gestito in maniera ottimale da parte dell’università: “L’ occupazione nasce anche da completa mancanza di attenzione nei confronti di studenti che l’Ateneo sta dimostrando da inizio pandemia: questione tasse, servizi interrotti, didattica scadente. A parte una lieve riduzione delle tasse, i device distribuiti non sono arrivati quasi a nessuno e non supportano il sistema di proctoring che l’università ha comprato. Molte persone hanno abbandonato gli studi e sono finite fuori corso”.

 

Andrea Parisotto

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