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Attualità | 25 febbraio 2021, 14:28

"La carità non va in quarantena": domani, a Settimo Torinese, la consegna di beni di prima necessità alle famiglie in difficoltà

Parteciperà anche l'Arcivescovo di Torino, Monsignor Cesare Nosiglia

Domani, a Settimo Torinese, la consegna di beni di prima necessità alle famiglie in difficoltà

Monsignor Cesare Nosiglia parteciperà alla consegna dei beni a Settimo Torinese

L'hanno chiamato "Caffè solidale". Ma, in realtà, è molto, molto di più. Domani, venerdì 26 febbraio, alle 15.30, si svolgerà infatti la consegna di  beni alimentari di prima necessità, materiale igienico sanitario e un dono ai bimbi settimesi in difficoltà. Ad organizzare la raccolta, la Caritas Diocesana di Torino, Banco Alimentare del Piemonte in collaborazione con Banco Farmaceutico Torino, le parrocchie dell’unità Pastorale 28 con i volontari di Casa Betania Centro di Ascolto Interparrocchiale di Settimo Torinese. Presente anche l'Arcivescovo di Torino, Monsignor Cesare Nosiglia.

"L’epidemia che stiamo attraversando ha modificato la nostra quotidianità, il nostro modo di abitare, la nostra percezione di sicurezza e dello stare insieme - fanno sapere gli organizzatori -. Luoghi, contesti e condomini che già erano caratterizzati da situazioni di fragilità oggi sono ancora più colpiti: isolamento, solitudine e senso di abbandono, insicurezza e difficoltà di accesso a beni alimentari di prima necessità sono solo alcuni degli elementi caratterizzanti di questo periodo di emergenza dove sono amaramente colpiti anche i bambini".

"La Caritas diocesana di Torino con questa iniziativa intende testimoniare la propria vicinanza a coloro che in questi momenti si trovano a vivere un contesto di isolamento forzato - aggiungono -. Talvolta la condizione di fragilità rischia di aggravarsi per un sentimento di solitudine percepito come emarginazione sociale. Abbiamo promosso questa collaborazione volta a rispondere in modo integrale ai diversi aspetti dei bisogni che si presentano tra chi viveva quotidianamente una condizione socioeconomica vulnerabile, amplificata oggi dagli eventi legati alla pandemia da Covid 19. I servizi di carità non sono in quarantena...".


Antonia Gorgoglione

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