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Politica | 02 marzo 2021, 19:44

Salute, la Regione approva la nuova legge sulla medicina territoriale. Icardi: "Diamo centralità al medico di famiglia"

Critiche dall'opposizione. Grimaldi: "Dimenticati pediatri, specializzandi e Case della salute. La Giunta taglia il trasporto pubblico per una riforma insufficiente che non mette un euro sui camici grigi"

medico di famiglia con paziente

medico di famiglia

"Potenziare le forme associative della medicina generale sul territorio vuol dire aprire la strada a un reale cambio di passo nella programmazione dell’assistenza sanitaria in Piemonte, puntando a un modello di medicina che non è più di attesa, ma di iniziativa, per consentire, nel medio-lungo periodo, una gestione ottimale delle patologie croniche e, nel breve periodo, la tempestiva intercettazione sul territorio dei pazienti sospetti Covid, con conseguente riduzione dell’impatto sugli ospedali. E’ un risultato strategico importante, soprattutto perché rilancia e potenzia i provvedimenti già attivati in questi mesi con le medesime finalità, dalla telemedicina alla Farmacia dei servizi, dall’accordo quadro sulle cure domiciliari, al nuovo portale salutepiemonte.it sui servizi sanitari digitali della Regione Piemonte. Il tutto con il comune obiettivo di garantire l’uniformità assistenziale a tutti i cittadini piemontesi, superando le differenze territoriali e organizzative". Così l’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Luigi Icardi, commenta l’approvazione in Consiglio regionale della nuova legge sullo sviluppo delle forme associative della Medicina generale.

"L’emergenza sanitaria – aggiunge Icardi - ha reso drammaticamente evidente quanto sia necessario riportare al centro il ruolo della medicina generale sul territorio. Un obiettivo al quale abbiamo dedicato fin da subito la massima attenzione, fino ad attivare in piena pandemia un apposito gruppo di lavoro coordinato dal professor Ferruccio Fazio che ha prodotto un ventaglio di soluzioni concrete raccolte nella nuova legge. L’investimento di 10 milioni all’anno messo in campo dalla Regione, oltre ai 17,3 milioni di euro già destinati dalla stessa Regione alle attrezzature sanitarie di diagnostica di primo livello a favore dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta e all’investimento regionale di 7 milioni di euro stanziati per la telemedicina, dimostra chiaramente che si sta facendo sul serio e che la svolta c’è stata".

Un risultato storico – ha commentato il professor Alessandro Stecco, consigliere del gruppo Lega Salvini Piemonte, presidente della commissione Sanità e relatore di maggioranza del provvedimento in aula – In Piemonte con questa legge si favorisce e potenzia l’associazionismo in gruppo e in rete tra i medici, ormai bloccato da troppi anni: uno snodo cruciale per migliorare la presa in carico dei pazienti e potenziare le cure primarie”.

In dettaglio, la nuova legge riconosce all’Assistenza Primaria il ruolo cardine dell’assistenza territoriale, potenziando le attuali forme associative di “medicina di gruppo” e “medicina di “rete” della Medicina Generale. I medici che sceglieranno di lavorare in una di queste due modalità associative potranno essere supportati da personale di studio.

La modalità di lavoro in gruppo consente le maggiori sinergie ed economicità di scala (per esempio permette di sommare i singoli rimborsi per personale di studio e infermiere e di suddividere le varie spese) e nel contempo offre ai cittadini proposte di medicina proattiva e un medico disponibile per più ore, mattino e pomeriggio.

La modalità di medicina in rete, invece, potrà essere preferibilmente attivata nei territori molto ampi, con popolazione scarsa e ambulatori medici più dispersi, in quanto non prevede l’obbligo di una sede unica, ma consente ai medici di mantenere i loro ambulatori, per non compromettere la capillarità dell’assistenza e favorire l’accessibilità agli assistiti.

Critica l'opposizione. "Siamo di fronte a un disegno di legge dove non si parla di pediatri, di nuovo personale, di borse di specializzazione per giovani medici e di case della salute, una legge piccola e pasticciata che in prima battuta violava addirittura i contratti nazionali dei medici. Alcuni nostri emendamenti hanno sanato quest’assurdità e hanno migliorato questa legge, inserendo almeno gli infermieri di comunità e di famiglia. Ma continua ad essere una legge che definire incompleta è molto generoso, per la quale le poche risorse previste vengono tolte dal trasporto pubblico locale”, dichiara il Capogruppo di Liberi Uguali Verdi, Marco Grimaldi.

Qualsiasi riforma sanitaria della Regione Piemonte che non mette un euro per assumere i ‘camici grigi’, quei medici che non riescono a lavorare per mancanza di possibilità di specializzazione o formazione, è una riforma che non ha futuro. Se non siamo in grado di sostituire i numerosi medici che stanno andando in pensione – prosegue Grimaldi – anche le aggregazioni dei medici perderanno efficacia, perché non ci saranno proprio figure professionali che potranno associarsi”.

Non abbiamo mai messo in discussione l’importanza di una legge a favore dei medici di medicina generale e nemmeno la necessità di potenziare la nostra sanità che, anzi, dovrà essere ridisegnata e riorganizzata, anche alla luce delle tante criticità che la pandemia ha drammaticamente evidenziato", dicono invece Raffaele Gallo e Domenico Rossi (Pd)."Tuttavia, non condividiamo né la metodologia dello “spezzatino normativo” né  la scelta di finanziare la medicina generale con il fondo destinato al tpl. Entrambi i settori hanno un’importanza cruciale.

 

"Il disegno di legge del centrodestra sulla riorganizzazione della medicina territoriale è un progetto limitato, di corto raggio, che sottrae risorse preziose al trasporto pubblico locale", commenta invece il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle. "Per questi motivi il nostro gruppo oggi in Consiglio regionale ha votato in modo non favorevole al testo di legge. Non introduce infatti elementi di novità: le forme associative tra medici erano già previste prima dell’intervento voluto dalla Giunta Cirio. Avrà ben poche ricadute per un sistema che con la prima e la seconda ondata ha messo in luce tutti i propri limiti. Questo provvedimento dovrebbe aumentare i servizi ma, nei fatti, si regge su uno stanziamento che è frutto del taglio sui fondi destinati ad un altro servizio fondamentale, quello del trasporto pubblico locale ridotto di 8 milioni. Per migliorare i servizi alla radice è necessario potenziare la rete territoriale in tutte le sue componenti evitando provvedimenti spot".

Daniele Angi

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