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Attualità | 02 marzo 2021, 19:17

La Asl blocca il Toro, la Lazio si presenta in campo: si ripete la farsa di Juve-Napoli

Lega e Federcalcio hanno litigato sulla questione, ma alla fine nessuno ha avuto il coraggio di prendere una decisione. E così si ripropone quanto già visto cinque mesi fa: ora il via alla battaglia delle carte bollate

lo stadio Olimpico di Roma - foto d'archivio

La Asl blocca il Toro, la Lazio si presenta in campo: si ripete la farsa di Juve-Napoli

Il calcio ha dimostrato di non aver imparato nulla. Ad ottobre il pasticcio di Juve-Napoli, a distanza di cinque mesi la storia si ripete con Lazio-Torino. E così, per la seconda volta in questo campionato, si assiste ad una farsa innescata dai casi di contagio da coronavirus.

L'Asl blocca il Toro, che non parte per Roma

Tutto era iniziato alla vigilia della trasferta dei granata per Cagliari, con tre giocatori risultati positivi. Il martedì successivo si scopre uno focolaio di Covid negli spogliatoi del Filadelfia: si inizia a parlare di variante inglese e in pochi giorni saltano fuori altri contagiati, che portano il totale a 10 (8 giocatori, tra cui capitan Belotti, e due membri dello staff), così la Asl di Torino ordina la quarantena e lo stop degli allenamenti di squadra.

Viene rimandata al 17 marzo la partita conto il Sassuolo, ma analoga decisione non viene presa dalla Lega per Lazio-Torino, nonostante le autorità sanitarie abbiano ribadito a più riprese che fino alla mezzanotte di martedì 2 il Toro non può uscire dall'isolamento. I granata non partono quindi per la capitale e la Federcalcio sembra dare loro ragione, con il presidente Gabriele Gravina che parla di "oggettiva impossibilità di disputare la gara", ma poche ore dopo arriva la decisione unanime del consiglio della Lega Calcio di non rinviare la partita.

Lazio regolarmente in campo alle 18.30

I biancocelesti si presentano all'Olimpico (il ds Igli Tare ha spiegato: "noi abbiamo rispettato il regolamento e siamo venuti allo stadio"), così come l'arbitro Piccinini, che dopo 45 minuti di attesa fischia tre volte la fine di una partita mai iniziata. E adesso inizia quella delle carte bollate e dei ricorsi, che riportano alla mente quanto era successo il 4 ottobre scorso allo Stadium. La Lazio, ovviamente, si aspetta la vittoria a tavolino, mentre il Toro è pronto a dare battaglia in tutte le sedi, forte di un precedente che ora fa giurisprudenza.

Il caso Juventus-Napoli

Alla vigilia della gara, la Asl partenopea che alla vigilia stoppa la partenza degli azzurri per Torino, causa la positività di alcuni giocatori. La Lega non dispone il rinvio, la Juve si presenta allo Stadium e pochi giorni dopo ottiene la vittoria a tavolino per 3-0, con il Napoli che viene anche sanzionato con un punto di penalità. Inizia la battaglia dei ricorsi, che vede, a pochi giorni dal Natale, la società di De Laurentiis uscire vincitrice davanti al Collegio di Garanzia del Coni. La partita si deve giocare e solo pochi giorni fa è stata individuata nel 17 marzo la data del recupero: manca solo l'annuncio ufficiale.

La rabbia di Cairo e del Torino

"La decisione del Consiglio della Lega di Serie A su Lazio-Torino si commenta da sola", ha dichiarato il presidente Urbano Cairo. "Non si difende il campionato non prendendo atto della realtà oggettiva: noi siamo bloccati e non possiamo spostarci, è talmente lampante il tutto...", annunciando l'intenzione di fare ricorso in ogni sede possibile, contro la prevedibile sconfitta a tavolino.

Di sicuro, a distanza di cinque mesi, il calcio italiano ha di nuovo perso la faccia.

Massimo De Marzi

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