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Economia e lavoro | 02 marzo 2021, 19:52

Piano straordinario qualità dell'aria, Coldiretti: "Misure che penalizzano l'attività agricola"

"L’impatto è molto forte, sulle aziende zootecniche ma non solo", sottolinea il presidente Moncalvo. Le proposte di Confagricoltura per mitigare i danni

foto di archivio

Piano straordinario qualità dell'aria, Coldiretti: "Misure che penalizzano la zootecnia"

L’impatto delle misure previste dal Piano Straordinario di Qualità dell’Aria sull’agricoltura è sicuramente molto forte, in primis sulle aziende zootecniche ma non solo. L’entrata in vigore in modo così immediato, inoltre, non ha neppure concesso la possibilità di fornire alle imprese le adeguate informazioni, in un periodo particolare quale l’avvio di una nuova campagna agraria. Pur essendo necessario attivare specifiche azioni per far fronte alla problematica connessa con la procedura di infrazione in atto, resta sproporzionato quanto previsto per il comparto agricolo rispetto a quanto deliberato per la mobilità. Oltretutto, per quest’ultima, il cui contributo alla produzione di polveri sottili è indubbiamente superiore, le regole vengono applicate a 76 Comuni mentre per l’agricoltura le aree coinvolte ne comprendono ben 947”. E’ quanto commentano Roberto Moncalvo Presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale rispetto all’applicazione in Piemonte delle nuove misure straordinarie per la qualità dell’aria stabilite a seguito della recente condanna inflitta dalla Corte di Giustizia europea all’Italia per aver superato il valore limite delle concentrazioni di particelle inquinanti.

Per quanto riguarda l’agricoltura, nel periodo dal 15 settembre al 15 aprile, viene, infatti, attivato il meccanismo del semaforo e, per le zone di pianura e collina, è vietata, nei giorni di semaforo arancione o rosso, la distribuzione di tutte le matrici fertilizzanti contenenti azoto ed è sempre vietato l’abbruciamento di materiale vegetale.

Per la problematica abbruciamenti dei residui vegetali è necessario prevedere l’adozione di deroghe con particolare riferimento a quelle aree in cui è difficile adottare altri metodi di riutilizzo o smaltimento – evidenziano Moncalvo e Rivarossa – Come anche sono insufficienti le risorse, previste nel biennio 2021-2022 del PSR,  per far fronte agli adeguamenti aziendali che consentirebbero di ridurre le emissioni di ammoniaca. Necessari, quindi, chiarimenti rispetto ai presupposti che hanno determinato l’adozione di misure così stringenti, considerando come il trend emissivo del settore zootecnico, nel corso degli ultimi anni, ha registrato una costante riduzione. Ulteriore motivo per cui è assurdo scaricare sull’agricoltura, e di conseguenza sull’intera filiera agro-alimentare, problematiche che riguardano maggiormente altri settori in un momento già di forte crisi dovuta all’emergenza sanitaria in atto durante la quale, nonostante le difficoltà, le nostre imprese hanno dimostrato il loro ruolo strategico nell’ambito del tessuto imprenditoriale regionale e nazionale”.

Il provvedimento, seppur necessario e indifferibile, secondo Confagricoltura non tiene conto in modo adeguato di alcuni dati fondamentali: per esempio la concimazione con letame dei prati in primavera è una pratica agronomica non solo consigliata, ma raccomandata per quanto riguarda le coltivazioni biologiche, mentre un altro elemento basilare – evidenziano i tecnici di Confagricoltura Piemonte – è che questo è il periodo migliore per effettuare le concimazioni azotate con concimi minerali che non possono essere interrati sui seminativi condotti a orzo e grano.

"In base ai modelli previsionali in ambito meteorologico elaborati tra l’altro da Arpa Piemonte – sottolineano i tecnici di Confagricoltura - è possibile individuare con buona attendibilità quale sarà l’evoluzione del tempo e, di conseguenza potrebbe essere possibile consentire, in prossimità di eventi piovosi, la distribuzione controllata di concimi minerali che verrebbero immediatamente assorbiti dal terreno, senza arrecare danno all’ambiente".

I nostri collaboratori - dichiara Enrico Allasia - in questi giorni hanno lavorato per mettere a punto una serie di argomentazioni tecniche per la Regione Piemonte affinché l’ente, se lo riterrà opportuno come auspichiamo, possa chiarire in modo preciso tutte le operazioni che gli agricoltori potranno effettuare rispettando la filosofia di fondo e la sostanza del provvedimento, senza arrecare danno all’ambiente e al tempo stesso senza mettere a repentaglio la possibilità di produrre”.

comunicato stampa

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