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Pinerolese | 05 marzo 2021, 11:45

Le Valli valdesi perdono Rostagno, il pastore capace di ‘mille attenzioni’

La musica classica, le questioni sociali ed ecumeniche, i grandi temi teologici e soprattutto le persone: questi alcuni dei temi che amici e conoscenti ricordano come cari a lui

Bruno Rostagno

(Foto di Pietro Romeo/Riforma)

“Il vuoto che lascia è tanto, perché le persone con la sua statura morale ti entrano dentro, al di là della quantità di tempo che ci hai trascorso assieme”: Michel Charbonnier, pastore della Chiesa valdese di Torre Pellice non conosceva da molti anni Bruno Rostagno, il pastore emerito scomparso due giorni fa all’ospedale di Pinerolo, eppure come tanti altri, in queste ore, ne patisce la mancanza. Ottantacinquenne, Rostagno ha lasciato il segno in molte delle Chiese che ha guidato: “Onestà intellettuale e umiltà: queste erano le sue caratteristiche, che emergevano – ricorda Charbonnier –. Non faceva mai pesare la sua profonda formazione ed era attento alle persone”. Il suo percorso formativo, infatti, l’aveva portato dalla Scuola Latina di Pomaretto alla Facoltà valdese di Teologia e all’Università di Basilea, dove aveva incontrato dei grandi maestri: “Studiò con Karl Barth, ritenuto da molti uno dei più grandi teologi riformati del ventesimo secolo” aggiunge Charbonnier.

Rostagno era legato a Torre Pellice ma anche a Villar Perosa e a Prali dove era stato pastore e dove aveva diretto il Centro ecumenico di Agape dal 1971 al 1975. Agrigento, Milano, Sampierdarena e Sestri Ponente, Genova e Rodoretto erano le Chiese valdesi in cui aveva svolto il suo pastorato fuori dalle Valli. “A Villar Perosa nella prima metà degli anni ottanta, è stato un pastore molto attento alle questioni sociali e al mondo del lavoro, ma sempre con la Bibbia come riferimento” ricorda Alberto Corsani, direttore di Riforma. L’attenzione all’ecumenismo è un’altra caratteristica della sua attività: “Tra gli anni ottanta e novanta fece parte di gruppi che a Pinerolo, Torino e Milano, prepararono il terreno per l’apertura sul tema dei matrimoni interconfessionali tra cattolici e valdesi che portò all’accordo tra Chiesa valdese e metodista e Conferenza Episcopale Italiana, approvato dal Sinodo del 1997”. Rostagno era stato anche animatore del collettivo biblico ecumentico di Torre Pellice.

Claudio Pasquet, pastore valdese della Chiesa di San Secondo di Pinerolo, successe a Rostagno nella guida della Chiesa valdese di Torre Pellice nel 2001: “Da allora ci siamo sentiti spesso, parlavamo molto assieme. Lui era una persona convinta delle proprie posizioni ma al contempo disponibile al dialogo e aperto verso le nuove esperienze”. La capacità di prestare attenzione sia ai grandi temi teologici sia alla vita delle persone, è uno degli aspetti che più segnano il ricordo di Rostagno tra chi nelle valli ha avuto occasione di conoscerlo. Con molti, inoltre, aveva condiviso la passione per la musica classica: “Non suonava ma era un grande ‘ascoltatore’, conosceva bene la musica e amava parlarne” racconta Corsani. Rostagno fece parte della commissione che curò l’edizione 2000 dell’’Innario cristiano’: “In particolare lavorò attentamente sui testi degli inni che venivano tradotti dal tedesco” sottolinea Corsani.

Il funerale di Bruno Rostagno sarà oggi, venerdì 5 marzo, alle 15 al Tempio valdese di Torre Pellice.

Elisa Rollino

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