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OsservaTorino | 21 marzo 2021, 08:00

Pasticcioni o malfidenti

OsservaTorino, un punto di vista su cosa accade in città fornito da Domenico Beccaria. L'argomento di oggi? Il "doppio salto all'indietro" della Sardegna, da zona bianca ad arancione.

Pasticcioni o malfidenti

Doppio salto all’indietro della Sardegna, che in un solo colpo retrocede da bianca, unica in Italia, ad arancione, scoperchiando un vaso di Pandora pieno zeppo di polemiche ed interrogativi, uno più malizioso dell'altro. 

Andiamo per ordine ed analizziamo quali.

Possibilità uno: la Sardegna è stata frettolosamente ed allegramente messa in fascia bianca, dopo una ottimistica valutazione dei dati. Nel CTS ci sono alcuni incoscienti.

Possibilità due: la Sardegna è stata vessatoriamente e tardivamente messa in fascia arancione, dopo una valutazione pessimistica dei dati. Nel CTS ci sono alcuni incapaci.

Possibilità tre: c'è stata una repentina variazione dei dati a disposizione, ma a questo punto si impongono dettagliate spiegazioni su quali dati siano variati così improvvisamente e soprattutto perché. Nel CTS ci sono alcuni incapaci in malafede, fino a prova contraria, ovvero a pubbliche e convincenti spiegazioni. 

Possibilità quattro: in effetti non c'è stata nessuna variazione degna di nota, ma è stato valutato con maggior pessimismo, o realismo, l'alto rischio di un arrivo in massa sulla splendida isola di masse di turisti, potenzialmente infetti e difficilmente controllabili, che come già accaduto l'estate scorsa, avrebbero fatto precipitare la situazione e portato al collasso le strutture sanitarie sarde dopo il week end pasquale. Il CTS è semplicemente il comodo paravento dietro cui la politica incapace e pasticciona si è nascosta da inizio marzo 2020 ad oggi. 

Morale della favola, gli italiani si sono stufati di essere nella migliore delle ipotesi trattati come bambini o come deficienti, incapaci di intendere e di volere, cui va raccontata non la verità, ma una convincente favola che li tenga buoni, oppure nella peggiore delle ipotesi presi bellamente per i fondelli da politici il cui primario interesse non è il bene supremo della Patria. 

Se nel primo caso, verrebbe da citare Gesù in croce, “Padre, perdona loro, che non sanno quello che fanno”, nel secondo caso verrebbe da pensare che sanno benissimo quello che stanno facendo, con la complicità dei media mainstream; ovvero che ci vogliono far passare sotto silenzio quello che ad inizio pandemia si temeva sarebbe successo per gli aiuti europei, concessi solo con pesanti condizionali. 

Nella realtà dei fatti, l'Europa ci ha chiaramente detto che, se facciamo le riforme, che vogliono loro, come vogliono loro e quando vogliono loro e se scriviamo un Recovery Plan come vogliono loro, i soldi ce li daranno, ma  sia ben chiaro, per la massima parte in prestito, tanto che ci hanno bonariamente imposto, con la “moral suasion”, che volendo si può leggere “diktat”, del Presidente della Repubblica, il loro uomo di fiducia, quel Mario Draghi, uno e trino, dalle indubbie capacità manageriali e gestionali, ma dall’altrettanto indubbia fedeltà ai valori di Bruxelles, così tanto da assomigliare veramente molto ad una Troika.

Le prime avvisaglie di questa spending review, le abbiamo viste ieri, con la dichiarazione del premier. Da “whatever it takes” a “...è il massimo che abbiamo potuto fare”, il passo è breve. 

Con un po' di amaro cinismo, potremmo affermare che Next Generation EU, non sia il nome dell’ambizioso piano di rinascita post pandemia, ma di quei nostri figli e nipoti che pagheranno i debiti che la politica nostrana si sta facendo con il grande capitale mondiale per uscire dal pantano pandemico. 

E intanto a Pechino ridono sotto i baffi. 

Domenico Beccaria

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