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Cultura e spettacoli | 04 aprile 2021, 13:37

In attesa della riapertura, il Museo Egizio incontra gli appassionati sul web con due conferenze

Appuntamento il 13 e il 20 aprile, tra gli scavi in corso al Ramesseum e l'arte sacra del Medio Regno

Egitto

Gli annessi economici nord del Ramesseum

In attesa della ripartenza del settore culturale, il Museo Egizio di Torino porta avanti la sua attività online dedicata al pubblico di habitué e appassionati.

Martedì 13 aprile, alle ore 18, sarà trasmessa, in collaborazione con ACME, la conferenza "Gli annessi economici nord del Ramesseum: nuove prospettive di ricerca. Gli scavi italiani nel quadro della Missione franco-egiziana", tenuta dalla dottoressa Anna Consonni. Un approfondimento sul lavoro condotto in Egitto dal gruppo di ricerca italiano sin dal 2007, in partnership con il Centro di Studi e Documentazione sull’Antico Egitto (CEDAE, Egyptian Ministry of Antiquities), l’Associazione per la salvaguardia del Ramesseum (ASR) e il Centro di Egittologia Francesco Ballerini (CEFB). Agli archeologi nostrani è stata affidata in particolare la ripresa degli scavi negli annessi nord, una serie di strutture in mattoni crudi, che coprono un’area di circa 12.000 m2 ed erano parte del complesso economico-amministrativo del tempio. Lo stato dei lavori sarà oggetto del convegno in streaming.

Il 20 aprile, sempre alle 18, si terrà la conferenza in lingua inglese "Middle Kingdom birth tusks, and an enigmatic coffin in Turin: troubling authenticity", tenuta dal professor Stephen Quirke (e tradotta dal direttore del Museo Christian Greco). Protagoniste le "zanne della nascita", oggetti distintivi dell'arte sacra del Medio Regno, realizzate rimuovendo lo strato esterno di una zanna di ippopotamo e tagliandone una metà per produrne una liscia e lucente. Sono documentati oltre settanta esempi rivenuti da scavi effettuati a partire dal 1860 in Egitto, Nubia e Medio Oriente. Si ha inoltre documentazione di altre cento che sono state acquistate fino al 1973, comprese imitazioni moderne già nel 1888.

La maggior parte di questi reperti reca una processione di figure divine, e alcune iscrizioni invocano la loro protezione per donne e bambini. Gli egittologi James Breasted e Flinders Petrie hanno realizzato un pubblicazione su due zanne di provenienza non autenticata, che riportano figure che sono in uno stile inedito e potrebbero essere aggiunte moderne. Tuttavia, una visita a Torino ha rivelato figure simili e altrettanto sconcertanti su un'enigmatica bara esposta al Museo Egizio. Conferma di autenticità? O ancora il segno di una mano moderna? A seconda della risposta, questi tre oggetti possono estendere e cambiare la nostra immagine di una finestra sul passato.

In questa conferenza, Quirke cercherà di comprendere le zanne della nascita come reperto, e poi affronterà il dilemma curatoriale: come incorporare nella nostra ricerca e mostrare i manufatti esposti nei musei, la cui provenienza non è nota e di cui non esistono paralleli negli scavi. La loro storia è un racconto dell'antico Egitto o di sogni moderni? Questa la domanda al centro del dibattito. 

Manuela Marascio

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