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Politica | 07 aprile 2021, 13:03

Il 'caso Embraco' protagonista anche in Consiglio regionale. Chiorino: "Tavolo al Mise il 15 aprile"

Mentre in piazza Castello va in scena la protesta dei lavoratori, si mobilita anche la politica locale. L'assessore al Lavoro: "Per risolvere la situazione abbiamo in mente due strade: coinvolgere il sistema bancario o rivolgerci alla Commissione Europea"

L'assessore Elena Chiorino, in video collegamento durante il Consiglio regionale

L'assessore Elena Chiorino, in video collegamento durante il Consiglio regionale

"Oggi verrà finalmente comunicata la data di un incontro al ministero dello sviluppo economico per affrontare e risolvere definitivamente il caso Embraco. Noi siamo in contatto sia con il Mise, sia con il Prefetto". Lo ha annunciato l'assessore al Lavoro Elena Chiorino in Consiglio regionale, nella sua comunicazione all’Aula fortemente richiesta da tutte le opposizioni proprio oggi durante la manifestazione dei 400 lavoratori di Riva di Chieri in piazza Castello (LEGGI QUI).

Nelle risposte conclusive, Chiorino ha dato per probabile un incontro a Roma per il 15 aprile.

Secondo l'assessore, sono due le strategie che bisogna porre in essere per salvare il posto ai 400 lavoratori di Riva di Chieri, a 18 giorni dal loro licenziamento definitivo dopo anni di battaglie, false speranze, cassa integrazione: “In primo luogo un forte appello al sistema bancario, che però al momento sembra essere fermo: la situazione di Embraco è collegata a quella di Acc di Mel in Veneto che ha una difficoltà ma solo in termini economico-finanziari, perché le commesse ci sono. Ad Acc manca la liquidità, per cui il commissario è costretto a chiedere una riduzione dei salari dei dipendenti e addirittura il rifiuto di alcune commesse”. Il progetto è quello che le due società si uniscano in Italcomp, che vedrebbe Riva di Chieri sede della grande manifattura dei compressori. Secondo Chiorino, "Il piano in essere è importante e di grande rilancio del territorio. Si può creare un polo non solo italiano, ma anche europeo per la produzione dei compressori". I posti di lavoro in gioco sono circa 400 per la torinese Embraco e 300 per la bellunese Acc.

L’altra strategia è quella di intervenire sulla Commissione europea, che per il momento non ha concesso il via libera a un aiuto finanziario pubblico per la fusione, mentre le lettere di licenziamento sono arrivate. “Un comportamento – sottolinea l’assessore – che non è coerente rispetto a decisioni prese in situazioni simile successe in altri Paesi”. Ma intervenire in sede europea “richiede comunque tempi più lunghi, adesso la priorità è un aiuto rapido da parte del sistema bancario”.

La procedura di licenziamento è in corso, i tempi sono stretti: bisogna riuscire ad avere un finanziamento. Speriamo che con un passaggio istituzionale anche al Mise, si ottenga il risultato. Finpiemonte potrà intervenire nel passaggio successivo, ma non su Acc direttamente che non è piemontese. Siamo anche in continuo contatto con la regione Veneto”, ha concluso Chiorino.

Il capogruppo della Lega Alberto Preioni ha assicurato che il partito piemontese sta dialogando direttamente con Maurizio Molinari (capogruppo alla camera e segretario subalpino del Carroccio) e con il ministro per lo sviluppo economico Giancarlo Giorgetti.

Marco Grimaldi (Luv) ha chiesto di attivare un’audizione dei lavoratori e insistito nel domandare con Giorgetti un canale preferenziale su questo tema. Daniele Valle (Pd) ha rimarcato la necessità di intervenire in fretta, “perché le lettere di licenziamento ci mettono pressione. Importante uscire oggi con una data fissata per l’incontro”. Mentre per Silvio Magliano (Moderati) “il tema dello sblocco dei licenziamenti rischia di diventare presto un problema che andrà oltre Embraco, per diverse aziende piemontesi”.

Francesca Frediani (M4O) se l'è invece presa con l'annuncio di Preioni: "Ora ci pensa la Lega? Peccato che il Ministro dello Sviluppo Economico Giorgetti, a due settimane dall’ultima manifestazione dei lavoratori sotto Piazza Castello e a sette mesi dalla presentazione del piano di rilancio Italcomp, non sia ancora riuscito a convocare il tavolo ministeriale. E allora possiamo ben comprendere come le promesse della politica di qualsiasi colore non possano più essere accettate come risposta credibile".

Daniele Angi

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