Conversazioni | 18 aprile 2021, 08:45

Parliamo d’ansia, quella "nuvola" che incombe su di noi. E che solo ogni tanto, da sola, si dissolve

Ecco come un'emozione normale, spesso sana, può trasformarsi in un problema. Quando capita, meglio rivolgersi a uno specialista. Senza averne paura o provare imbarazzo

I dipinti sono di Barbara Gabriella Renzi. (LULE)

I dipinti sono di Barbara Gabriella Renzi. (LULE)

Oggi parliamo di qualcosa che ci tocca tutti in modo minore o maggiore. Parliamo d’ansia.

Anni orsono ormai scrissi questa poesia:

Preoccupazioni
Pensieri salini salgono solitari
Sommersa s'arrangia la sera
Di me donna

Barbara Gabriella RenziDonna. Voci in filari d’alberi, Edda edizioni, 2019, Roma

 

Siamo tutti preoccupati e ansiosi, la vita corre velocemente e ci sono spesso mille decisioni da prendere. A volte i colleghi e l’ambiente lavorativo non aiutano. C’è sempre la collega o il collega che proprio non è per la quale o che proietta su di noi le sue ansie e le sue paure o come direbbe Jung anche la sua ombra. Sapete cos’è l’ombra junghiana?

L'ombra è semplicemente il lato oscuro della personalità di qualcuno. E ciò che è oscuro è sempre conosciuto solo indirettamente attraverso la proiezione. Cioè, uno scopre il suo lato oscuro come qualcosa che appartiene ad altri: amici, parenti, personaggi fittizi, ecc. Per questo l'incontro con l'ombra personale è considerato uno sforzo morale.

L'ombra è quella personalità nascosta, repressa: l'ombra umana non è la fonte del male, non consiste solo di tendenze moralmente riprovevoli, ma mostra anche una serie di buone qualità, come ad esempio, reazioni appropriate, intuizioni realistiche, impulsi creativi. Solo che l’ombra è nascosta e non la vogliamo riconoscere e ci fa arrabbiare. Siamo infastiditi quando la riconosciamo e proiettiamo sugli altri.

Comunque, tornando a bomba, parliamo di ansia: l'ansia è un'emozione normale e spesso sana. Tuttavia, quando una persona sente regolarmente livelli sproporzionati di ansia, potrebbe diventare un disturbo medico. E allora rivolgersi a uno psicoterapeuta o uno psicologo è una decisione saggia. “Se vi rompete una gamba andate dal medico, giusto?? Lo stesso va fatto quando l’ansia diventa troppo”: queste erano le parole della mia insegnante quando studiavo terapia cognitivo comportamentale. Oppure diceva: “Ti senti come se ti preoccupi troppo e questo interferisce con il tuo lavoro, le tue relazioni o altre parti della tua vita. La tua paura, preoccupazione o ansia ti turba ed è difficile da controllare e anche questo è il momento di intervenire cercando aiuto”. In fondo si è forti quando si riconoscono le proprie debolezze e non quando si fa finta di non vederle, quando si cerca soluzioni a problemi si fanno passi per andare avanti.

Poi certo mettiamo mille scuse per non andare da uno specialista: lo facciamo tutti. Non abbiamo tempo, siamo troppi indaffarati, costa troppo…ma la salute va tutelata per noi e i nostri cari. E se non pensiamo noi a noi stessi chi lo fa? Abbiamo la responsabilità di volerci bene e amarci e di essere sani e in forze, soprattutto in periodi come questi.

Se invece l’ansia non è eccessiva, non supera i limiti, che conoscete solo voi, bisogna solo aspettare che vada via. Una buona metafora per descriverla è quella della nuvola, ma non quella fantozziana! Le nuvole prima poi si dissolvono e così l’ansia. Non rimangono per sempre nel cielo.

Cosa fare? Nulla, aspettare che passi.

E termino con un’altra poesia presa dalla stessa silloge.

Cambiamento
D’estate
Lascio le erbacce seccarsi

Barbara Gabriella Renzi, Donna. Voci in filari d'alberi, Edda edizioni, 2019, Roma.

Barbara Gabriella Renzi

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Barbara Gabriella Renzi

Salve! Mi chiamo Barbara Gabriella. Sono appassionata di filosofia, psicologia e letteratura. Ho scritto e scrivo di filosofia e anche i miei brevi racconti hanno sempre un risvolto filosofico e psicologico.
Ho all’attivo articoli e libri in inglese e in italiano su vari argomenti: filosofia della scienza, dell’ambiente e del linguaggio. In particolare mi sono interessata di metafore dal punto di vista cognitivo e ho puntato le mie analisi sulla loro abilità di strutturare il nostro modo di pensare e la nostra visione del mondo.
Mi piacciono i gatti e anche i cani ma purtroppo vivo senza animali. Adoro il mare e la sua canzone e la montagna d’estate quando si cammina sui sentieri e ci si immerge nella natura. Tra i viottoli e le mulattiere, lì, i miei passi danno il ritmo ai miei pensieri. Vivo a Berlino e ne sono contenta.

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La filosofia trova spazio nella vita di tutti i giorni: sicuramente è qualcosa di astratto ma questo non vuol dire che sia lontana da noi, anzi! La filosofia è un fattore fondamentale nella nostra vita e ci potrebbe aiutare a condurre un’esistenza soddisfacente. Non lasciamola a pochi esperti che parlano fra loro ma portiamola nel nostro salotto e al bar e parliamo di felicità e dei suoi segreti, di ansia e anche di cambiamento climatico, perché no? Discutiamo di amore e, magari, anche dell’importanza della solitudine in alcuni casi. Iniziamo a ragionare insieme su questi concetti e rendiamoli parte della nostra quotidianità per vivere meglio: in fondo una vita che non sia pensata è una vita non completamente vissuta, forse. Voi cosa ne pensate?

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