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Economia e lavoro | 19 aprile 2021, 20:32

Il Politecnico si allea con Parma contro lo spreco del cibo: "Formeremo i designer sostenibili del domani"

Parte un nuovo corso di laurea che, insieme all'Università emiliana, vuole applicare il design alla produzione, ma anche al trasporto, al consumo e alla conservazione alimentare

tavola imbandita con pietanze e cibo

Politecnico e Università di Parma si impegneranno per il design del cibo del futuro

Designer in ambito alimentare, a servizio del mondo della produzione, ma anche dei consumatori e dell'ambiente. E' la figura professionale che vuole creare il nuovo corso di laura, "Design sostenibile per il Sistema alimentare" che - nella programmazione 2021/2022 - coinvolge il Politecnico di Torino insieme all'Università di Parma

Un corso di laurea interateneo, dunque. "La figura professionale sarà in grado di progettare nuovi prodotti, sia in termini di progetti che di sistema - spiega il professor Paolo Tamborrini, docente del Politecnico - il tutto in un'ottica di sostenibilità economica e ambientale. Il rapporto tra cibo e design, anche a livello internazionale, è molto forte e presente: il corso ha anche obiettivi di internazionalizzazione che si rafforzeranno con il passare degli anni, attirando anche studenti da oltre confine".

Dunque non si tratta solo di dare una forma al cibo, ma anche ai meccanismi che ne permettono la produzione e la fruizione, il consumo insomma. Che vada a interessare le grandi aziende, ma anche l'ambito artigianale. "Oggetti utili al consumatore per mangiare, ma anche produrre e conservare o proteggere il cibo - prosegue Tamborrini - scegliendo strumenti e materiali che siano di origine sostenibile. Ma anche strumenti che possano migliorare e orientare i comportamenti dei consumatori per scongiurare conseguenze pesanti per l'ambiente (per esempio, una forma di assistente vocale, tipo Alexa, che consigli cosa aggiungere nella lista della spesa, ndr) e ancora mezzi, anche di trasporto, per spostare il cibo in maniera responsabile".

Nei vari passaggi formativi, ovviamente, agli studenti sarà garantita anche un'esperienza diretta: non solo nei laboratori e nelle attività in team, ma anche all'interno delle fabbriche. "Succederà fin dal primo anno e fino al momento della laurea", garantisce Tamborrini. Se il primo anno si terrà a Parma, il secondo sarà invece a Torino. Fino al terzo anno che andrà a unire forze, competenze ed energie. Tra le aziende partner, grandi marchi dei due territori coinvolti come Barilla e Lavazza.



Saracco: "Grande richiesta per il design: dieci volte i posti disponibili"

Quella alimentare è una nuova sezione di un mondo, quello del design, sempre più ricercato. A cominciare dagli studenti. "Le domande di accesso ai nostri corsi sono dieci volte tanto i posti disponibili - sottolinea Guido Saracco, rettore del Politecnico di Torino - e questo dimostra l'attualità e l'importanza di questi temi, soprattutto considerando che il cibo, e la lotta allo spreco in particolare, rientra tra i traguardi che le Nazioni Unite si sono poste entro il 2030". "Non ho dubbi - prosegue - che sarà un grande successo e questo permette di ribadire ancora una volta come sia la collaborazione tra atenei e non la competizione, a creare benefici per la società. L'università deve uscire dalla torre d'avorio in cui è stata per troppo tempo, contribuendo al benessere e allo sviluppo del territorio in cui opera. Sarà un modello, questo corso, da replicare anche nel resto d'Italia".

 

Massimiliano Sciullo

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