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Politica | 11 maggio 2021, 20:24

Ex Embraco, l'impegno dell'assessore Chiorino: "Porteremo il caso davanti a Draghi"

"Serve subito un tavolo interministeriale per garantire sia i lavoratori che lo sviluppo del progetto Italcomp"

foto di repertorio di una protesta dei dipendenti ex Embraco

Ex Embraco, l'impegno dell'assessore Chiorino: "Porteremo il caso davanti a Draghi"

L’assessore al lavoro Elena Chiorino è intervenuta questo pomeriggio in Consiglio Regionale per rispondere al question time sulla situazione dei lavoratori ex Embraco: “C’è ancora la possibilità di portare la questione alla Presidenza del Consiglio per ottenere quel tavolo interministeriale più volte richiesto".

"Un pressing importante che va esercitato soprattutto nei confronti del ministro Andrea Orlando affinché possa concedere più tempo ai lavoratori attraverso un ammortizzatore sociale ad hoc: è evidente l’incompatibilità temporale tra l’avvio del progetto Italcomp e la scadenza del 22 luglio. Voglio rimarcare un dato su tutti – ha sottolineato l’assessore - la chiusura di Acc e di Embraco ha un costo per lo Stato di circa 13,7 milioni di euro annuo; l’operazione Italcomp vale un impegno di 8,6 milioni di euro su 3 anni".

"Investire sul progetto significa offrire al Piemonte, al Veneto e all’Italia una strategia di politica industriale seria, garantire la continuità all’occupazione oltre a sostenere lo sviluppo ed il rilancio di quella tecnologia di cui il nostro made in Italy è sempre stato un’eccellenza”. Per quanto riguarda la situazione dei lavoratori, l’assessore ha inoltre precisato che: “I requisiti per l’accesso alla cassa covid sono vincolati ad un’inaccettabile divergenza interpretativa tra Inps e Ministero del Lavoro in cui il primo sostiene sia necessaria l’interruzione della produzione causa covid, mentre il ministero sostiene sia sufficiente l’esistenza di un rapporto di lavoro in essere. Abbiamo richiesto, inoltre, la possibilità di concedere la proroga della Cigs per cessazione di attività, ripristinando quelle condizioni in cui era previsto che gli oneri del TFR non fossero a carico della Curatela che, ad oggi, non può sostenerne i costi così come già previsto in passato”.

Una dimostrazione di volontà politica e maggiore tempo: questa la ricetta per dare una speranza ai lavoratori di Riva di Chieri e che solo Roma può garantire: “Se i ministeri non agiranno coordinati e in fretta, il rischio sarà quello di vedere come due realtà serie, quali Acc ed Ex Embraco, confermeranno la condanna per 700 lavoratori e la nostra Nazione perderà quella grande opportunità che invece altri Stati confinanti, come l’Austria, non vedono l’ora di poter cogliere: come Regione siamo profondamente convinti che quella quota di mercato sulla quale sviluppare volumi di produzione, devono restare in Italia e nelle mani dei lavoratori di Belluno e di Riva di Chieri”.

comunicato stampa

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