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Economia e lavoro | 15 maggio 2021, 16:27

Kastamonu vuol far ripartire la produzione di pannelli truciolari a Frossasco

La svolta a distanza di due anni dal grande incendio. Si parla di 360.000 m³ all’anno e di un’occupazione a regime di 250-300 persone

Area progetto Kastamonu Frossasco

L'area interessata dal nuovo progetto

A distanza di due anni dall’incendio, che aveva tenuto il Pinerolese con il fiato sospeso, Kastamonu vuole rimettere in funzione l’impianto ex Annovati di via Piscina 2-6 a Frossasco e prospetta un’occupazione a regime di 250-300 persone. La domanda è stata presentata il 28 aprile in Città metropolitana e presto si potranno fare delle osservazioni sul progetto che si trova a questo link.

A sollevare la questione è stata la minoranza di Vivere Frossasco, che a gennaio aveva presentato un’interrogazione in Consiglio comunale a cui è stato risposto due mesi e mezzo dopo, il 31 marzo: “Il sindaco ci ha detto che gli incontri avvenuti sono di carattere interlocutorio; quando diventeranno formali, avviandosi l’iter amministrativo previsto, verrà data adeguata comunicazione” spiegano i consiglieri del gruppo. Quella comunicazione però non è arrivata e la minoranza ha annunciato il 13 maggio di aver scoperto che la multinazionale turca aveva deciso di chiedere l’autorizzazione per far ripartire il sito acquisito all’asta giudiziaria nel 2017.

Il progetto è stato curato da Isonorma e da Sgi Ingegneria ed è datato 15 aprile. Al suo interno si parla di “riattivare il complesso industriale esistente ed attualmente non operativo (ma con ancora presenti gli impianti industriali speciali e funzionali al ciclo produttivo), strutturato per la produzione di pannelli in legno per il settore edilizia e arredamento, svolgendo le stesse attività produttive, riattivando gli impianti di processo, servizi, utenze ed ogni elemento utile al ripristino del ciclo produttivo in sicurezza”. I pannelli truciolari grezzi e nobilitati verrebbero realizzati con legname di recupero per una percentuale che va dal 60 al 90%, con una capacità di 360.000 m³ di truciolare/anno. Nel complesso verrebbe realizzato anche un Energy Plant, ovvero un bruciatore da 25 MW per bruciare 90.000 tonnellate di biomasse l’anno, scarti dell’impianto, di cui due terzi sarebbero polverino.
Dopo la denuncia della minoranza, il giorno seguente, il Comune ha diffuso un comunicato in cui dichiara di aver ricevuto comunicazione dalla Città metropolitana di Torino (Cmt) il 10 maggio e annuncia un periodo di verifica da concludersi entro 30 giorni, prima che la Cmt pubblichi sul suo sito Internet l’avvio del procedimento, dando la possibilità di presentare osservazioni.

Luca Barboni, responsabile ambiente e sicurezza di Kastamonu Italia parla di “250-300 persone occupate quando l’impianto sarà a regime”. Il sindaco di Frossasco Federico Comba accoglie la notizia con soddisfazione: “In un periodo difficile, un’azienda che vuole ripartire, è una bella notizia”. Ma la minoranza invita alla prudenza: “Ci sono questioni da approfondire, come l’introduzione del nuovo bruciatore che affiancherà l’impianto di combustione vecchio – entra nel merito il capogruppo Daniele Castellino –. È importante sapere con quale cadenza e come verranno comunicati i dati sulle emissioni”. Per Comba, però, non ci dovrebbero essere problemi ambientali: “Il progetto verrà esaminato da diversi tecnici, dalla Città metropolitana all’Arpa, e sono convinto che ogni aspetto verrà approfondito in maniera adeguata”.

Marco Bertello

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