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Cultura e spettacoli | 18 maggio 2021, 20:10

Livermore firma l'installazione multimediale "Voci dall'Universo" nel cortile del Rettorato [VIDEO]

Esposta fino al 7 giugno, l'opera fa parte del palinsesto di eventi ideato da Unito come "osservatorio permanente sulla contemporaneità"

Livermore firma l'installazione multimediale "Voci dall'Universo" nel cortile del Rettorato [VIDEO]

Un totem led nel cortile del Rettorato, inserito su una superficie specchiante, che prende vita attraverso ritratti e voci di studenti della Scuola di recitazione del Teatro Nazionale di Genova. E' Voci dall'universo, installazione multimediale curata da Davide Livermore, ed esposta in via Verdi fino al 7 giugno, che inaugura il palinsesto di iniziative UniVerso, che si pone come osservatorio permanente sulla contemporaneità. L’idea è quella di costruire uno spazio, letteralmente un universo di confronto tra l’ateneo e il territorio, che rielabori conoscenze da destinare alla società civile. 

Il cartellone di Unito proporrà diversi tipi di eventi (in presenza e online), come lezioni magistrali, dibattiti, interviste impossibili, dialoghi, tavole rotonde, lezioni-concerto, narrazioni/performance/reading, installazioni/esposizioni. Si svolgeranno in vari spazi, dall'Aula Magna della Cavallerizza, al complesso Aldo Moro e al Campus Luigi Einaudi, ma coinvolgendo anche sedi decentrate ed extrametropolitane.

L’intento è di promuovere gli spazi universitari come luoghi aperti al pubblico, intercettando eventualmente teatri, musei e altri siti culturali.

Elaborato da Livermore assieme a Paolo Gep Cucco, direttore creativo di D-wok, il progetto artistico nasce come riflessione sul nostro tempo, sulla socialità, sulle conseguenze della pandemia, sulla perdita del domani e sulla speranza nell’avvenire attraverso la creatività digitale. 

Parole di grandi scrittori (Goethe, Alda Merini, Italo Calvino), drammaturghi (Beckett) e musicisti (Domenico Modugno, Lennon-McCartney), selezionate da studentesse e studenti di diversi dipartimenti di Unito, vengono fatte proprie dai giovani attori dell'accademia genovese. Ma allo spettatore non è richiesta una fruizione passiva. 

Il totem interagisce infatti direttamente con i passanti, che possono collegarsi a un'interfaccia web tramite smartphone e QR code. Diversi livelli permettono di cambiare colore inserendo filtri monocromatici e di aggiungere effetti glitch e noise, che rompono la fluidità del racconto. Una metafora sulla difficoltà di comunicare e di comprendersi. Solo la collaborazione tra almeno quattro utenti in contemporanea permette di restituire alla parola la sua omogeneità. 

Manuela Marascio

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