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Attualità | 27 maggio 2021, 13:33

Juve e Allegri, storia di un grande amore che ritorna dopo due anni

Pirlo liquidato dopo meno di dieci mesi, malgrado le due coppe e la qualificazione in Champions: troppi gli errori del Maestro. I bianconeri si affidano all'usato sicuro del tecnico che aveva vinto cinque scudetti in fila

Max Allegri e Andrea Agnelli - foto di repertorio

Juve e Allegri, storia di un grande amore che ritorna dopo due anni

"Juve, storia di un grande amore", recita la canzone ufficiale che fa da sottofondo musicale alle partite dello Stadium. E due anni dopo un divorzio che aveva fatto male ad entrambi, la Juventus e Massimiliano Allegri torna a riunire le loro strade. Il bel tecnico toscano e la Vecchia Signora tornano a dirsi di sì. Come era già successo con Virginio Rosetta, Carlo Parola, Giovanni Trapattoni e soprattutto con Marcello Lippi.

Il ritorno dopo Sarri e Pirlo

I bianconeri hanno deciso di liquidare Andrea Pirlo dopo meno di dieci mesi dalla sua investitura ufficiale. Scelto come tecnico dell'Under 23, il Maestro era stato subito lanciato come allenatore della prima squadra dopo l'esonero di Maurizio Sarri, arrivato a seguito dalla eliminazione negli ottavi di Champions contro il Lione, nell'agosto del 2020.

Sarri non era mai entrato in sintonia con l'ambiente e aveva vinto lo scudetto, il nono di fila per i bianconeri, più per demerito delle rivali che per una effettiva superiorità della Juve. E il tanto sbandierato bel gioco non si era mai visto, quel bel gioco per il quale l'ex allenatore di Napoli e Chelsea era stato scelto per aprire una nuova fase, anche in chiave europea, dopo il divorzio da Max Allegri. Un divorzio suggerito da Fabio Paratici e Pavel Nedved, che avevano spostato la causa di un cambio di filosofia calcistica. Ora la retromarcia, visto che dopo Sarri le cose con Pirlo sono andate ancora peggio.

Due coppe non sono bastate

Il Maestro, che qualche solone aveva improvvidamente battezzato un predestinato alla vittoria anche da tecnico, dopo una strepitosa carriera da calciatore e regista di immensa qualità, ha pagato lo scotto di chi brucia le tappe senza aver fatto il necessario percorso di crescita. In tante troppe fasi delle stagioni è parso privo della lucidità e dell'esperienza necessaria per pilotare la squadra, si è fatto travolgere dai momenti negativi.

La conquista di Supercoppa e Coppa Italia è robetta, per chi era abituato a fare incetta di scudetti e in due occasioni (con Allegri in panchina) arrivare anche in finale di Champions. Un bottino insufficiente per meritare la conferma, nonostante il quarto posto accalappiato in extremis per il clamoroso harakiri del Napoli contro il Verona. Il destino di Pirlo era segnato già da prima della fine ufficiale della stagione, anche se lui per primo si augurava che la qualificazione in Champions potesse bastare per restare alla guida della squadra.

Usato sicuro

Allegri rappresenta una certezza. Conosce l'ambiente, ha dimostrato di saper reggere le pressioni che chi allena la Juve deve essere in grado di sopportare. E' stato fermo due anni perché aspettava la chiamata di una big per tornare in pista. Si era parlato dell'ipotesi Real (che lo aveva tentato già nel 2018, quando era sotto contratto con la Juve), nelle ultime ore si era ventilato un clamoroso passaggio all'Inter, dopo il divorzio di Antonio Conte dai nerazzurri, più di una volta si era letto di un Allegri tentato dalla Premier League piuttosto che dal passaggio alla Roma o al Napoli.

Il tecnico toscano, invece, ha scelto di tornare a lavorare per la società che lo ha consacrato allenatore di valore internazionale, dove ha vinto cinque scudetti in altrettanti anni. Il rapporto di stima e di amicizia con la proprietà non era mai venuto meno, chissà però se si ritroverà ad avere sempre Andrea Agnelli come presidente.

Dopo l'addio di Paratici, non è da escludere anche quello dell'attuale massimo dirigente, così come è da mettere in preventivo un profondo restyling della rosa. Quello che già due anni fa lo stesso Allegri aveva suggerito, prima che la Juve decidesse di battere altre strade. Ora il ritorno al passato, che il club bianconero si augura vincente così come lo furono entrambi i cicli di Lippi, negli anni Novanta e poi dal 2001 al 2004.

Massimo De Marzi

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