/ Cronaca

Cronaca | 01 giugno 2021, 15:35

Sopralluogo al Cpr, Grimaldi: "Sembra non sapessero che Moussa fosse il ragazzo picchiato a Ventimiglia" [VIDEO e FOTO]

L'esponente di Luv, insieme a Rossi (PD) ha visitato la struttura di via Mazzarello: "Questi sono luoghi meno trasparenti e con meno diritti rispetto alle carceri: vanno chiusi"

Grimaldi al Cpr e fiori per Moussa

Sopralluogo al Cpr, Grimaldi: "Sembra on sapessero che Moussa era il ragazzo picchiato a Ventimiglia"

"Usiamo tutti i condizionali del caso, ma ci è stato detto che chi operava all'interno della struttura non era a conoscenza che Moussa fosse il ragazzo che era stato picchiato a Ventimiglia. Se così fosse, lasciamo a voi ogni giudizio: ha trascorso qui una settimana e non è possibile che nessuno abbia ritenuto di dover informare chi di dovere". Sono queste le prime parole del consigliere regionale Marco Grimaldi al termine del sopralluogo al Cpr di Torino, dove pochi giorni fa si è tolto la vita Moussa Balde, ostaggio di una disperazione che gli aveva strappato ogni speranza di rinascita. 

"Non sono ospiti, ma detenuti"

Una visita fatta stamattina in via Santa Maria Mazzarello dal capogruppo di Liberi Uguali Verdi in Regione insieme al suo collega del Pd, Domenico Rossi. "Abbiamo raccolto anche altri elementi - prosegue Grimaldi - e andremo a riportarli alle autorità competenti e alla magistratura. Non possono esserci luoghi con meno trasparenza, sicurezza e diritti rispetto alle nostre carceri. Li definiscono ospiti, ma di fatto per noi sono detenuti".

A quanto riportato dai due consiglieri regionali, da gennaio a oggi sono passate dal centro 1070 persone di più di 50 diverse nazionalità, di cui un quarto provenienti da precedenti esperienze in carcere. La capienza è diminuita da 160 a 112 posti, di cui a oggi ne sono occupati 105. "Il Decreto Salvini - dice una nota ufficiale di Grimaldi e Rossi - del 2018 ha ridotto drasticamente i servizi e il rapporto fra i detenuti e gli operatori: 16 ore settimanali di assistenza psicologica per 100 persone, altrettante di assistenza legale, 5 ore al giorno di presenza medica (integrata da un protocollo della struttura con l'ordine dei medici), 36 ore settimanali di mediazione culturale, 24 di direzione; gli operatori diurni sono 4, solo due quelli notturni". 

Fiori e messaggi per Moussa

A ricordare Moussa, sul marciapiede, a pochi passi dall'ingresso, alcuni mazzi di fiori e messaggi di scuse, oltre che di cordoglio. Ma è quello che si trova all'interno dei cancelli a destare preoccupazione, nei due Consigli regionali. "Si tratta di strutture - dice l'esponente Dem - che devono essere chiuse e superate, perché non sono dignitose per chi si trova qui dentro senza un motivo. Andrebbero superate, ma nel frattempo hanno tagliato i fondi ministeriali per i servizi essenziali e anche questo non è accettabile. Ho visitato molte carceri, ma gli sguardi che ho visto qui, non li ho mai visti altrove".

Oltre alle condizioni e ai tragici fatti recenti, poi, si aggiunge una considerazione di fondo: "A cosa serve - conclude Grimaldi - che chi ha già scontato la propria pena passi un ulteriore periodo qui dentro? E una volta fuori, senza una rete in grado di sostenerla, una persona uscita di qui cosa potrà fare? Che fine farà?".

Massimiliano Sciullo

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium