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Economia e lavoro | 16 giugno 2021, 17:48

M5S di Pinerolo e la Kastamonu: “Noi abbiamo fatto la scelta del ‘buon vivere’, Frossasco no”

Il gruppo cittadino dice la sua sul nuovo bruciatore che verrà realizzato nell’ex Annovati

Kastamonu Frossasco dall'alto

Il Movimento Cinque Stelle di Pinerolo prende posizione sulla ripartenza dell’ex Annovati di via Piscina a Frossasco. Una ripartenza che passerà anche per la costruzione di un bruciatore in grado di smaltire 90mila tonnellate di scarti di legname e polverino.

La pratica è in mano alla Città metropolitana, ma il tema fa discutere non solo a Frossasco e lunedì si è tenuta una presentazione del progetto.

Il M5S sottolinea come ci sia una netta differenza di scelte: “Quella che abbiamo fatto per Pinerolo e che è stata perseguita in questi anni, rappresentata dallo slogan ‘la città del buon vivere’, non collima con quella di Frossasco”. Il gruppo spiega di non voler interferire nell’Amministrazione del Comune limitrofo, ma pone un quesito di più largo respiro: “Cosa vuole fare ‘da grande’ il Pinerolese? Vuole tornare alle fabbriche, al ferro e cemento vecchia maniera oppure vuole dedicarsi all’agricoltura, al turismo, all’attrattività del buon vivere? Che le due cose insieme non azzeccano tanto: hai un bel da fare nel costruire e pubblicizzare la pista ciclabile che collega Pinerolo a Piossasco, e Valli Olimpiche dall’altro lato, che se la cosa più evidente che si vedrà nel percorrerla è la ciminiera di oltre 40 metri, attiva 24 ore su 24, la famigliola danese oppure il gruppo di ciclisti pensionati di Torino sceglierà un altro posto”. Ma cosa avrebbe dovuto fare Frossasco, visto che il sito industriale esiste già e il progetto, se rispetterà i requisiti di legge, dovrà essere autorizzato.

“Si poteva intervenire prima con leve urbanistiche – spiega il capogruppo in Consiglio comunale Giorgio Pittau –. Inoltre si può far sentire una forte presenza di controllo, in forma partecipata istituzioni e cittadini”. Ma c’è chi obietta che il M5S contesta questa nuova ‘ciminiera’, ma ha comprato quote del termovalorizzatore del Gerbido: “Non c’è nessuna contraddizione. L’impianto del Gerbido esiste, non si può smantellare e dobbiamo conferire lì i rifiuti per lo smaltimento. Ma averne le quote vuol dire avere un controllo pubblico, cosa che a Frossasco non ci sarebbe. Lasciare questi impianti in mano privata non è una cosa che condividiamo” conclude Pittau.

Marco Bertello

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