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Cronaca | 22 giugno 2021, 16:39

Scorie nucleari, in Giunta regionale il documento che esclude i Comuni del chivassese

Intanto questa sera è in programma un incontro nel cortile del Comune a Chivasso

Scorie nucleari, in Giunta regionale il documento che esclude i Comuni del chivassese

I siti del Piemonte non sono idonei ad accogliere le scorie nucleari. A pochi giorni dal 5 luglio, data fissata per presentare le osservazioni al documento di Sogin che ha individuato ad inizio 2021 i territori potenzialmente idonei ad ospitare il sito unico per il deposito nazionale di scorie nucleari, la Giunta regionale ha approvato un'istruttoria da inviare a Sogin.

La Città metropolitana di Torino ed i sindaci dei Comuni coinvolti - Chivasso, Carmagnola, Mazzè, Rondissone, Poirino, Caluso,Villareggia - particolarmente preoccupati che l’allarme sul rischio di insediamento sia calato, hanno chiamato a raccolta online i parlamentari piemontesi per chiedere aggiornamenti e sollecitare attenzione.

Le deputate Elisa Pirro, Jessica Costanzo, Silvia Fregolent, Daniela Ruffino e Augusta Montaruli hanno accolto l'invito del vicesindaco di Città metropolitana di Torino Marco Marocco, mentre gli onorevoli Carlo Giacometto e Mino Taricco hanno inviato un messaggio garantendo il loro impegno.

Tutti hanno chiesto ai parlamentari di farsi parte attiva perché a Roma le scelte siano fatte su basi tecniche, tenendo conto delle osservazioni redatte dagli esperti.

Intanto nel corso della riunione si è appreso che la Regione Piemonte negli ultimi giorni ha deliberato la sua contrarietà ad ospitare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi.

Soddisfatto il vicesindaco metropolitano Marco Marocco che ha subito chiesto alla Regione Piemonte di condividere quanto prima con i Sindaci e la Città metropolitana il contenuto dell’importante deliberazione assunta.

Per noi è una conferma del buon lavoro svolto da Città Metropolitana insieme alle amministrazioni locali nel preparare le osservazioni”, commenta Marocco.

Sulla questione è intervenuto anche il parlamentare Alessandro Giglio Vigna, “Come Lega ci siamo mossi subito. Siamo stati i primi ad intervenire e a depositare mozioni, siamo il partito che più di tutti ha coinvolto le Amministrazioni. Dai Comuni con gli OdG, al Dibattito in Consiglio Regionale fino alla Mozione Molinari di maggioranza, firmata da parlamentari di tutta la maggioranza, votata da tutta la maggioranza col parere favorevole del governo che di fatto risolve la questione perché impedisce di scegliere come luoghi per il Deposito Nazionale siti a propensione turistica, siti Unesco, siti con produzioni di eccellenza come ad esempio la produzione vitivinicola e siti che hanno un "impatto ambientale pre esistente". Chi dice che la Mozione parlamentare non serve allo scopo che ci siamo prefissi commette un grossolano errore: è esattamente il contrario".

 

redazione

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