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Economia e lavoro | 24 giugno 2021, 19:19

Una lunga storia d’amore tra italiani e giochi

Una lunga storia d’amore tra italiani e giochi

Grazie all’avvento di Internet, in meno di un secolo si è passati dai giochi “umili”, come la fionda e le biglie, ai primi videogiochi veri e propri. Negli anni ‘70 e ‘80 spopolano Pong e Computer Space sui cabinati delle sale arcade, ma presto arrivano anche nelle case dei privati grazie ai computer. I giochi online sono uno dei passatempi più amati dagli italiani, ma questo settore ne ha fatta di strada.

Dagli anni ‘80, l'industria videoludica entra nella sua età dell'oro e le aziende iniziano a produrre videogiochi di ogni genere, migliorando con il tempo le proprie tecnologie. Parallelamente, prendono forma i primi siti di scommesse e di giochi da casinò. Anche questi si sono evoluti con il passare degli anni, dimostrando di essere in grado di adattarsi a diversi trend e attrarre costantemente nuovi clienti con i bonus di registrazione. Spesso infatti i portali offrono una percentuale sul primo deposito, o un numero di giri gratuiti per provare le slot machine. Ma non sono gli unici fattori che richiamano i giocatori italiani.

Cosa piace agli italiani del gioco

Uno dei principali “richiami” del gambling è sicuramente la varietà della sua offerta, che spazia dai giochi di carte, alla roulette, alle slot machine. Eppure, se c’è un genere che spicca su tutti, queste sono le scommesse sportive. Viene subito in mente il calcio [1] ma anche le altre attività trovano spazio, come lo sci, il basket, il tennis, la pallanuoto, il pugilato, il rugby. Il prodotto in assoluto più in voga sono invece le slot machine: hanno il vantaggio di essere relativamente economiche grazie ai giri gratis che si possono vincere con le puntate stesse, o ottenere dai bonus di benvenuto. Infine, i giocatori italiani danno molta importanza alla propria lingua madre e preferiscono i videogiochi che la offrono.

I danni al settore turismo

Bisogna ricordare che il settore del gioco d'azzardo è composto da concessionari di Stato, esercenti di negozi, aziende di apparecchi da gioco, sale bingo e sale giochi che già prima della pandemia si trovavano in difficoltà a causa dei rincari sulla tassazione. Dopo oltre un anno di restrizioni, lo stallo di questo settore è più pesante che mai e sta iniziando a rallentare seriamente anche la riapertura al turismo. I due mondi sono infatti molto vicini e spesso condividono la medesima clientela. Si ritiene dunque non più prorogabile un intervento di supporto di tutta la filiera del gambling, che possa così aiutare anche le aziende del turismo e dell'intrattenimento a rimanere a galla fino alla regolare ripresa delle attività.

 

Una riapertura frammentata e polemica

Tra un lockdown e una zona colorata, le case da gioco sono ferme essenzialmente da marzo 2020. Le riaperture sono previste non prima del 1° luglio: oltre a essere drammaticamente penalizzante per le attività stesse, questa decisione mette in stallo un intero ecosistema composto da ristoranti, strutture ricettive e altri servizi turistici. Inoltre, come ricorda la Regione Valle d’Aosta, “le case da gioco vanno anche considerate come presidi di legalità contro il dilagare del gioco d’azzardo illegale”. Le numerose proteste per l’anticipazione della riapertura, purtroppo, non hanno ancora portato a una soluzione. Se non ci saranno cambiamenti nelle prossime settimane, le attività che dipendono dal turismo del gioco d’azzardo rischieranno di non riuscire a riaprire affatto, soprattutto a fronte dei sostegni governativi rallentati o insufficienti.

Riapertura all’orizzonte?

I contagi diminuiscono, la campagna vaccinale prosegue, l’economia riparte e le attività possono riaprire. Ma non tutte. Il settore che rimarrà fermo per almeno un altro mese è quello dell’intrattenimento, uno dei più importanti nel Paese: è strettamente legato alla cultura italiana e vanta un importante storico di successi. Nonostante ciò, viene penalizzato per “motivi di sicurezza”, quando altri business simili hanno avuto il via libera mesi fa. Persino le palestre, da sempre un tasto dolente per questioni di distanziamento, riaprono il 24 maggio.

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