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Cultura e spettacoli | 25 giugno 2021, 09:53

Torino Jazz Festival si regala una domenica con "l'imperatore" del Mali: arriva la world music di Salif Keita

Discendente diretto del fondatore dell'impero del Paese africano, è stato emarginato dalla comunità perché albino. Ma fuori dai confini di casa ha trovato un grande successo mondiale

musicista in posa con il suo strumento

Salif Keita sul palco delle Ogr domenica sera (foto Thomas Dorn)

Ancora ospiti di livello internazionale per il programma del Torino Jazz Festival, che anche per domenica propone appuntamenti a partire dalla tarda mattinata, per arrivare fino alla sera inoltrata. 

Alle 11.30 e alle 16, al Teatro Vittoria andrà in scena Roberto Dani con "Solo", "una riflessionea partire dal silenzio". Musicista e didatta, Roberto Dani concentra la propria ricerca sull'improvvisazione, esplorando i confini tra libertà e scrittura e le possibili connessioni con altri linguaggi quali la danza, la multimedialità, il teatro contemporaneo. Tra i tanti, ha suonato con Annette Peacock, Kenny Wheeler, Norma Winstone, Giorgio Gaslini e oggi collabora con il fortunato trio di Stefano Battaglia. È fresco di pubblicazione il suo lavoro in solo “Notturno”.

Allee 17.30 e alle 21 alle OGR, invece, spazio a Kora beat, con Cheikh Fall kora, voce, Gianni Denitto ai sassofoni, Andrea Di Marco al basso, Samba Fall alla batteria e Badara Dieng alle percussioni.  

Kora Beat nasce nel 2011 dall'incontro tra tre musicisti senegalesi e due esponenti della scena jazz/underground torinese. Si avvale della kora, strumento caratteristico dell’Africa occidentale utilizzato nella musica tradizionale. La loro musica è voce della Torino multietnica con una proposta “senza confini” intrisa di suoni e ritmi contemporanei africani con una sferzata jazz e funk. L’ultimo Cd, Yakar (2019), racconta dei viaggi dei migranti, con il loro carico di dolori, ma lascia intravedere anche una luce di speranza.

Dopo di loro, sul palco salirà Salif Keita con l'unica data italiana di "Un autre blanc". Con lui, si esibiranno anche Cisse Abou, sequencer, Adonaide Bohui, tastiere, Mamadou Diabate, kora, Oumarou Diarra, batteria, Djessou Mory Kante, chitarra, Molobaly Kone, percussioni, Modibo Sissoko, basso, Onane Lydie Zamati, voce e danza e Bah Kouyate, voce e danza.


Discendente diretto del fondatore dell'impero del Mali, Salif Keita viene emarginato dalla comunità perché albino. Trova fuori dai confini del Mali le condizioni per esprimersi. La sua musica, che incorpora vari stili tradizionali dell'Africa occidentale mescolandoli a suggestioni europee e americane, ha conquistato il grande pubblico. Esponente di punta della world music negli anni Novanta, è stato tra i primi a trattare tematiche sui migranti e a collaborare con artisti internazionali come Vernon Reid, che il TJF ospita nel concerto di sabato 26 e già chitarrista e fondatore dei Living Colour. 

M.Sci

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