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Cultura e spettacoli | 25 giugno 2021, 15:38

Un Lovers Film Festival “ristretto” ma di successo, Vladimir Luxuria: “Edizione di qualità altissima”

Il festival cinematografico a tema LGBT+ 'fa i conti' della 36esima edizione: oltre 70 film e 1500 spettatori. La direttrice: “Vincente la scelta di puntare sull'ottimismo portato dalla riapertura delle sale”

Vladimir Luxuria

Un Lovers Film Festival “ristretto” ma di successo, Vladimir Luxuria: “Edizione di qualità altissima”

Il Lovers Film Festival, rassegna cinematografica torinese a tema LGBT+ andata in scena nei giorni scorsi, fa i conti della 36esima edizione. Il bilancio fatto dagli organizzatori è, nonostante la riduzione del numero di giornate (da 4 a 6, ndr) e gli ingressi contingentati, positivo: i film proiettati sono stati infatti oltre 70 con 1500 spettatori circa a fronte di una capienza delle sale ridotta del 50%.

Luxuria: “Qualità altissima, pubblico soddisfatto”

Ad analizzare, nel dettaglio, l'andamento del Lovers è la direttrice Vladimir Luxuria: “La scelta – spiega – di farlo a giugno, pur avendo organizzato tutto di corsa, è stata dettata dall'ottimismo dovuto alla riapertura delle sale cinematografiche. Anche se le file fuori dal Cinema Massimo e i sold out ci sono stati, tuttavia, il successo di un festival non si misura solo da questi indicatori: la qualità dei film e degli ospiti, tra cui la madrina Sandra Milo, Dori Ghezzi, Alessandro Zan, Federica Sciarelli e Malika Ayane, è stata a proposito altissima; quest'anno abbiamo anche ripreso le partnership internazionali collaborando, tra gli altri, con il Queer Film Festival di Tirana. Le persone che uscivano dal cinema erano soddisfatte e la giuria era davvero indecisa su quali film premiare, questo dimostra quanto la cultura resti uno degli aspetti più importanti di Torino”.

Nello specifico, una citazione particolare se la sono meritata le pellicole vincitrici 'Swan song' di Todd Philips (premio 'Ottavio Mai' come miglior lungometraggio), che affronta il tema della memoria narrando la storia di un anziano parrucchiere gay negli Stati Uniti, 'Damarama' di Jonathan Wysecki (menzione speciale), 'Limiar' di Coraci Ruiz (miglior documentario), 'Socks on fire' di Bo McGuire (menzione speciale), 'Snake' di Andrey Volkashi (miglior cortometraggio), 'Dal giorno finché sera' di Alessandro Gattuso (menzione speciale), 'La nave del olvido' di Nicol Ruiz (premio Torino Pride), 'Landlocked' di Timothy Hall (premio Giò Stajano), 'Jump, darling' di Phil Connell (Young Lovers, premio 'Matthew Sheppard') e 'Let there be colour' di Ado Hasanovic (premio assegnato in collaborazione con il Ministero degli Esteri).

De Gaetano (Museo del Cinema): “Vincente la scelta di giugno”

Le sensazioni di Luxuria sono confermate anche dal direttore del Museo Nazionale del Cinema Domenico De Gaetano, principale organizzatore del festival: “Il Lovers – commenta – è andato molto bene avendo un ottimo riscontro di pubblico. La scelta di non farlo in autunno ma a giugno, seppur azzardata visto che le sale avevano appena riaperto, alla fine si è rivelata vincente perché è diventato il primo festival della città a svolgersi in presenza. A livello organizzativo sono state apportate anche alcune innovazioni, tra cui l'ottimizzazione della comunicazione attraverso l'assegnazione del social media management del Museo e della rassegna ad un'unica agenzia”.

L'auspicio, da parte della Città di Torino, è quello di continuare su questa strada: “Speriamo - dichiara l'assessore ai diritti Marco Alessandro Giusta – che questa direzione resti in carica ancora per tantissimi anni: mi auguro che, per il 2022, i giorni di festival tornino ad essere 6 così come i colori della bandiera LGBT+”.

Marco Berton

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