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Sanità | 06 luglio 2021, 18:15

Sale operatorie chiuse a Chivasso, la questione arriva in Consiglio regionale

La consigliera Sarah Disabato è intervenuta chiedendo l'intervento della Giunta regionale

Sale operatorie chiuse a Chivasso, la questione arriva in Consiglio regionale

E' finita pure in Consiglio regionale la questione della chiusura delle sale operatorie di Chivasso nei mesi di luglio e agosto. 
A fine giugno, infatti, i dirigenti dell'Asl To4 hanno infatti comunicato la nuova riorganizzazione dei turni di lavoro per consentire ai medici di andare a coprire la carenza di personale al Dea dell'ospedale di Ciriè.

"Non si può innescare in questo modo una competizione tra territori della stessa Asl su servizi fondamentali come l'attività nelle sale operatorie. Eppure è quanto sta accadendo, con la chiusura degli ambulatori coloproctologico, angiologico, doppler arti inferiori e vulnologico - ha dichiarato Sarah Disabato, Consigliera regionale M5S Piemonte chiedendo le intenzioni della Giunta regionale -. Da parte della Giunta sono arrivate blande rassicurazioni circa l'impegno a 'bandire avvisi di mobilità, concorsi a tempo determinato e indeterminato, oltre che a richiedere ad altre aziende sanitarie regionali la sottoscrizione di convenzioni'. Però, a breve termine, l'ospedale di Chivasso è destinato ad un'estate a mezzo servizio. Con buona pace dei cittadini del chivassese che, al pari di tutti gli altri, contribuiscono di tasca propria a sostenere il servizio sanitario regionale". 

Sulla vicenda era anche intervenuto il sindaco di Chivasso, Claudio Castello, durante lo scorso Consiglio comunale. "Pur comprendendo che mantenere l'attività di Pronto soccorso è di vitale importanza non possiamo non osservare con preoccupazione che viene messa a rischio l'erogazione di servizi fondamentali per la città di Chivasso e per tutti i Comuni che afferiscono al nostro nosocomio - interveniva il primo cittadino -. E' nostra intenzione convocare, nel più breve tempo possibile, e coinvolgendo tutti i primi cittadini del nostro territorio, il direttore generale, per comprendere quali soluzioni alternative è possibile intraprendere. In particolare chiederemo anche garanzie affinchè i sacrifici non siano solo a carico della nostra cittadinanza ed i nostri medici".

a.g.

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