/ Sanità

Sanità | 10 luglio 2021, 14:55

Settimo: ufficializzata la partnership con la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro di Candiolo

Verranno promosse iniziative per la sensibilizzazione sul delicato tema del cancro. Occhi puntati anche sul ruolo dell'ospedale civico

Settimo: ufficializzata la partnership con la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro di Candiolo

Anna Sapino, direttrice scientifica dell'Istituto di Candiolo

Quello che noi facciamo è solo una goccia nell’oceano, ma se non lo facessimo l’oceano avrebbe una goccia in meno”. E’ con la frase di Madre Teresa di Calcutta che, nella Sala Levi della biblioteca di Settimo Torinese, è stata presentata una partnership fra il Comune e la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro di Candiolo.

A presentare i termini del progetto è stata la Presidente del Consiglio comunale, Carmen Vizzari: “Con l’emergenza  abbiamo potuto notare come il Covid abbia messo a dura prova il nostro sistema. E’ stato un periodo nel quale la città si è potuta cimentare con le proprie forze e ha dimostrato di saper reggere, ha dimostrato di non essere seconda a nessuno in termini di solidarietà e di cooperazione”. Proprio in questo si inserisce il rapporto instaurato con la Fondazione di Candiolo, una realtà “made in Piemonte” ma famosa in tutto mondo. 

A Candiolo ci accomunano i valori della cooperazione – ha aggiunto -, della ricerca, della trasparenza, dell’equilibrio tra gli obiettivi e le risorse e non da ultimo la centralità della persona. Sono tutti valori che la nostra città condivide”.

Come si svilupperà la partnership?

La Fondazione sarà presente in maniere più stabile e capillare sul territorio. “Ci sono tantissime associazioni che fanno parte anche della nostra consulta della solidarietà che si occupano di prevenzione e ricerca. Deve passare il messaggio che la lotta che tutti noi dobbiamo combattere è una lotta condivisa e ognuno deve fare la propria parte”.

Nei prossimi anni, durante gli eventi, la Fondazione sarà presente per sensibilizzare l’opinione pubblica della città e dei comuni limitrofi rispetto al tema della ricerca e della prevenzione. Dall’altro lato, anche il Comune di Settimo potrà partecipare alle attività promosse dalla Fondazione. 

Oggi Settimo entra ufficialmente a far parte della squadra della Fondazione Candiolo e ne siamo fieri”. 

Anna Sapino, direttrice scientifica dell’Istituto, racconta come nonostante la pandemia, la ricerca e la prevenzioni non si siano fermati. “La capacità di aprirsi al territorio è fondamentale – interviene parlando anche dell’importanza delle donazioni -. E’ una Fondazione che si basa quasi esclusivamente in Piemonte, l’idea che sia la seconda in Italia per raccolta fondi, implica che c’è la volontà dei cittadini piemontesi a rendere questo istituto il loro istituto”. 

Umberto Salvi, Presidente della Commissione Salute di Settimo, si è soffermato invece sul rapporto che ci sarà con il territorio. “Speriamo che ci possa essere una collaborazione con l’ospedale cittadino e con il territorio. L’ospedale di Candiolo è molto conosciuto da operatori e dalle persone, è riconosciuta come una realtà di eccellenza. La realtà di Settimo ha l’ospedale, che è una risorsa e potenzialità per il territorio, c’è un tessuto di sanitari, come i medici di famiglia, che è molto unito”. 

Salvi parla dell’importanza del tessuto associativo locale. “Penso alle associazioni che si occupano di questo settore, è una realtà viva che dà vita a progetti e idee in continuazione con cui si potrebbero sviluppare iniziative”. Da non dimenticare l’unità delle cure domiciliari. “Tenendo in considerazione questi elementi, una partnership con Candiolo è la benvenuta, è fonte di stimolo per nuove progettualità e nuove costruzioni”.

Le parole della sindaca Elena Piastra

Il nostro impegno, con questa partnership, è quello di ricordare la presenza della Fondazione nei nostri eventi più importanti che hanno un primo compito, il sensibilizzare", sono le parole di Elena Piastra, sindaca di Settimo.

C’è la necessità di dare un riferimento ai familiari, di accompagnare il percorso soprattutto iniziale, di poter cominciare a dare delle risposte su dove andare”.

Piastra ricorda come, in passato, ci fosse la possibilità di fare le prime dosi di chemioterapia all’ospedale di Settimo, in modo tale da non doversi spostare. “Poter seguire seguire una parte di cure a Settimo era stato un progetto particolarmente sentito ed era stato accolto in modo molto importante. Per motivi diversi il progetto era terminato. Non nascondo che poter ragionare sulla possibilità di tornare a dare servizi ai cittadini così importanti serve anche a noi per poter pensare ad un futuro”.

Antonia Gorgoglione

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium