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Attualità | 17 luglio 2021, 10:22

La lunga scorciatoia di Rorà collegherà ‘la topaia’ al monte con la cima a forma di cavallo

Continua la manutenzione dei sentieri che portano dal punto più basso e quello più alto del paese, passando accanto al monolito di Castlus

Rifugio Valanza Rorà

Rifugio Valanza

Si chiama ‘La Lounga Scursa’ perché è una lunga scorciatoia che permetterà agli escursionisti di raggiungere il punto più alto di Rorà, il Monte Cavallo (2.153 m s.l.m.) - con i suoi roccioni che ricordano un cavallo seduto - partendo da uno dei punti più bassi: la Giariera (la topaia), località sul torrente Luserna. Oltre 1.500 m di dislivello, per camminatori allenati, su sentieri che salgono dritti evitando gli ampli zig zag, proprio come fanno le scorciatoie. Il percorso, nel complesso impegnativo, può comunque essere suddiviso in tre tratti, che la squadra Aib (Anticendi Boschivi) e Protezione civile di Rorà, stano finendo di ripulire soprattutto dai rododendri, piante che tappezzano larghi spazi coprendo le tracce: “Ultimamente abbiamo ripulito il tratto che sale dal rifugio Valanza al Monte Cavallo ma rimane da sistemare un ultimo pezzo nella pietraia, oltre a dover terminare la marcatura e la posa della segnaletica” spiega Sergio Rivoira dell’Aib. Il primo tratto parte dalla Giariera 640 m per arrivare al Bric (Parco Montano) 1.166 m, il secondo raggiunge il rifugio Valanza 1.740 m e l’ultimo termina in cima al monte Cavallo 2.153 m. l colori della marcatura sono bianco e blu.

‘La Lounga Scursa’ è stata ideata da Rinaldo Tourn, profondo conoscitore delle montagne e della storia locale: “L’ho pensata in questo modo perché so che ci sono giovani che si sfogano volentieri camminando. Il suo tracciato impegnativo, tutto sulla linea spartiacque che separa il versante del Coumbal di Rorà a quello più vasto della zona di Rumê-Chot, è adatto soprattutto a loro”. La messa a punto dell’intero percorso è un obiettivo che Tourn e le associazioni perseguono da due anni: “L’idea è stata quella di collegare assieme antichi percorsi. Il primo tratto, ad esempio, nacque nel passato, dai passaggi frequenti dei cercatori di funghi. Poi se ne era persa completamente la memoria, mentre ora, dopo i lavori di sistemazione, non ci si può più perdere”.

Tourn sottolinea che ad oggi non è ancora prudente affrontare la ‘La Lounga Scursa’: “La marcatura è stata realizzata per il primo e il secondo tratto, manca ancora nel terzo. Mentre la segnaletica c’è solo lungo il secondo tratto”.

“Chi saliva al Caval (Cavallo, ndr) non percorreva gli ultimi 250 metri della pietraia perché non c’era un sentiero praticabile ed era un peccato non arrivare in vetta e perdersi i roccioni caratteristici che è possibile ammirare – racconta Tourn –. L’obiettivo prossimo è sistemare le pietre in modo da rendere praticabili anche questi ultimi metri e ripulire bene il tracciato”.

Aib e Protezione civile sono al lavoro e, una volta terminata, ‘La Lounga Scursa’ sarà promettente dal punto di vista turistico: “Il tragitto è molto panoramico – afferma il sindaco di Rorà, Claudia Bertinat – e passa accanto al monolito di Castlus: una pietra alta diversi metri che rende il paesaggio suggestivo”. Per finanziare il lavoro svolto in questi due anni il Comune è ricorso ai fondi dell’Unione montana del Pinerolese: “Si tratta di circa 4.500 euro che derivano dai tesserini emessi per la raccolta dei funghi – sottolinea – e che possono essere destinati alla manutenzione forestale e sentieristica”.

Elisa Rollino

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