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Attualità | 02 agosto 2021, 10:50

45 milioni per i progetti del territorio metropolitano dal Programma PINQuA

Obiettivo: ridurre il disagio abitativo nella Città metropolitana di Torino

45 milioni per i progetti del territorio metropolitano dal Programma PINQuA

I tre progetti individuati dalla Città metropolitana per ridurre il disagio abitativo sul territorio metropolitano presentati per partecipare al bando del programma PINQuA (Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare) promosso dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti sono risultati ammissibili al finanziamento.

“Il bando era molto complesso e il risultato ottenuto è davvero importante” commenta il consigliere delegato metropolitano alla pianificazione strategica Dimitri De Vita “perché mostra la capacità delle nostre realtà territoriali di progettare insieme. Gli interventi previsti dai tre progetti centrano in pieno quegli aspetti che sono alla base di una vera riqualificazione dell’abitare e delle periferie, capaci di proporre nuovi modi di vivere: l’ammissibilità al programma PINQuA ne costituisce il riconoscimento”

Un riconoscimento che in termini economici significa una cifra di 45 milioni, suddivisi all’incirca in 15 milioni a progetto.

L’ammissibilità costituisce però il primo, fondamentale step per ottenere il finanziamento: il Ministero ora deve pubblicare il decreto che rende ufficiale la graduatoria. Complessivamente le risorse a livello nazionale disponibili si aggirano attualmente su 3,2 miliardi di euro, che copriranno solo una parte dei progetti ammessi. Una seconda tranche, di circa 1,1 miliardo di euro, rientrare in un secondo tempo con un ulteriore finanziamento.

Una volta ufficializzata la graduatoria, i progetti che rientrano nel primo lotto di finanziamento hanno 240 giorni per presentare un progetto più dettagliato su cui poi potranno essere messi a gara, ottenuti i fondi, le opere da realizzare.

In questa prima tranche di progetti ammissibili e finanziabili ne rientrano ben due dei tre presentati dalla Città metropolitana di Torino: si tratta di “resiDenza-resiLIenza”, che raggruppa i comuni di Moncalieri (capofila), Nichelino, Chieri, Beinasco, Trofarello, La Loggia e Piobesi Torinese, unitamente all’Ente di gestione delle Aree protette del Po piemontese e  Atc del Piemonte Centrale, che si è piazzato 74esimo su 290 proposte complessive e "Ricami Urbani – ricucire l’abitare metropolitano che raggruppa i comuni di Collegno (capofila) , Grugliasco, Borgaro Torinese con il partenariato di Atc del Piemonte Centrale e Società Cooperativa Edilizia a proprietà indivisa Giuseppe Di Vittorio.

Il terzo, “UBIQuA – Uomo, biosfera, innovazione, qualità dell’abitare” che raggruppa i Comuni di Settimo Torinese (capofila), Venaria Reale, San Mauro Torinese e Foglizzo con il partenariato di Atc del Piemonte Centrale rientra nella seconda tranche di finanziamento. .

Le linee di indirizzo di PINQuA e il bando della Città metropolitana

Lo scorso dicembre la Città metropolitana di Torino aveva avviato, con la collaborazione della Fondazione per l'architettura - in virtù di un protocollo di intesa firmato nello stesso mese dal consigliere delegato allo sviluppo strategico Dimitri De Vita e l'Ordine degli architetti di Torino - una ricognizione di proposte progettuali, con le quali partecipare al programma PINQuA, per ridurre il disagio abitativo e insediativo, con particolare riferimento alle periferie e all'incremento della qualità della vita e che attribuissero all'edilizia residenziale sociale un ruolo prioritario.

Il bando, in linea con il Programma PINQuA, prevedeva che ciascun ente locale potesse presentare idee progettuali, con un contributo massimo per ogni proposta ammessa di 15 milioni di euro. Il programma nazionale prevede che venga assicurato il finanziamento di almeno una proposta per regione. I temi attorno ai quali costruire le proposte progettuali erano :

- riqualificazione e riorganizzazione del patrimonio esistente;

- rifunzionalizzazione di aree, spazi e immobili pubblici e privati;

- miglioramento dell'accessibilità e della sicurezza dei luoghi urbani, dei servizi e infrastrutture;

- rigenerazione di aree e spazi già costruiti, soprattutto ad alta tensione abitativa;

- individuazione e utilizzo di modelli e strumenti innovativi di gestione, inclusione sociale e welfare urbano nonché di processi partecipativi, anche finalizzati all'autocostruzione.

La risposta territoriale era stata un successo, considerando anche la difficoltà per i Comuni di organizzarsi, oltre tutto in tempi di lockdown e di congenita mancanza di personale: parteciparono alla “call” della Città metropolitana di Torino 24 Comuni oltre all’Atc, (Agenzia territoriale per la casa del Piemonte centrale), per un totale di oltre 200 milioni di euro, proponendo progetti singoli o in forma aggregata, fra i quali vennero individuati i tre progetti che hanno poi partecipato al bando e hanno ottenuto l’ammissibilità.

Comunicato stampa

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