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Cronaca | 02 agosto 2021, 16:04

La rabbia del Borgo contro i tendoni del Fila: "Petizione e lenzuola ai balconi per fare cambiare idea al Toro" [FOTO e VIDEO]

Timori per la sicurezza della struttura. Beccaria (Fondazione): "Decisione unilaterale della società. Nell'ultimo cda ci siamo opposti". Nostalgia per l'ipotesi originaria dei cipressi

I nuovi teloni voluti dal tecnico del Torino Juric per il campo d'allenamento del vecchio Filadelfia

I nuovi teloni voluti dal tecnico del Torino Juric per il campo d'allenamento del vecchio Filadelfia

Non si placa la polemica sui nuovi teloni che il Torino Calcio ha deciso di installare intorno al campo di allenamento del vecchio stadio "Filadelfia". Un'iniziativa già realizzata in passato, ma con strutture diverse e che, dopo poco tempo, avevano cessato di funzionare. Ma che ora sembra ripartire con maggiore convinzione e solidità (non solo metaforica).



Se da un lato, dunque, la privacy delle sedute guidate da Ivan Juric sembra al sicuro, sull'altro piatto della bilancia cresce il malumore di chi abita nelle case intorno al campo e che, con la sistemazione dei teloni grigi e granata, vede sparire buona parte della visuale da finestre e balconi. Sul campo, ma anche sul circondario in generale.

BECCARIA: "LA FONDAZIONE È CONTRARIA AI TELONI"

"È stata una decisione unilaterale del Torino calcio e un lavoro che grida vendetta", dice Domenico Beccaria, consigliere della Fondazione Filadelfia di fronte ad alcune decine di residenti del Borgo che sorge intorno allo stadio. "Nell'ultima riunione del cda abbiamo già detto alla società che avrebbero dovuto fermarsi, con una PEC, ma ci hanno detto che sarebbero andati avanti".

D'altra parte la storia dura da oltre 4 anni (e numerosi allenatori): "Potevano essere alberi, cipressi - prosegue Beccaria -, poi hanno deciso per le vele, che però quasi mai hanno funzionato. E ora si arriva alle vele. Il problema è che questa è una soluzione tampone che dura un anno e costa quasi 200mila euro. Poi bisognerà smontare tutto e mettere mano alla struttura, che è secondo i tecnici è stata sottostimata e va rinforzata. Potrebbero servire altri 600mila euro".

Che fare, dunque? "Bisognerebbe ammettere l'errore - conclude Beccaria - e alla fine della stagione 2021/2022 si smonta tutto, si vende il ferro e si comprano i cipressi per la copertura alberata che sarebbe andata bene fin dall'inizio".

CHE FARE? PETIZIONE-ESPOSTO E LENZUOLA AI BALCONI

Ma si fa strada l'ipotesi di una petizione, magari per un esposto collettivo: una raccolta firme che possa portare la voce dei residenti alla Regione e al Comune, magari con un diritto di tribuna. Ma c'è chi non esclude di segnalare di volta in volta situazioni di pericolo ai vigili urbani, ma anche ai vigili del fuoco. "Anche si facessero gli esposti, però, i tempi sarebbero talmente lunghi che le carte bollate durerebbero ben oltre la stagione sportiva", conclude Beccaria.

"Siamo sempre stati orgogliosi e ci siamo spesi per il Fila - dice uno dei commercianti della zona -, ma questa è una mancanza di rispetto. Mettiamo dei lenzuoli ai balconi e protestiamo contro questa situazione: rendiamolo evidente. Andiamo a chiedere a Juric se lui, abitando qui, sarebbe contento della situazione. Manifestiamo pacificamente".

"C'è gente anziana e che ha paura - aggiunge un residente -: col vento, i tendoni che sbattono li spaventano e li fanno ammattire". "Il pericolo - aggiunge un'altra signora del quartiere - è per i bambini, per i passanti, per i ciclisti che usano la pista vicino al campo". C'è poi chi lamenta che "in questa condizione la casa perde valore, soprattutto ai piani più bassi".

"Come Fondazione - assicura Beccaria - ci faremo parte diligente di qualsiasi iniziativa. Anche perché il Torino è inquilino, ma noi siamo i padroni di casa". E Davide Ricca, presidente della Circoscrizione, aggiunge: "La circoscrizione vi sostiene, ma servono le firme e un atto di origine popolare".

Massimiliano Sciullo

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