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Attualità | 21 agosto 2021, 22:15

Tra green pass, ingressi contingentati e contestazioni a Cairo, Olimpico semi deserto per la prima di campionato

Contro l'Atalanta circa cinquemila persona hanno seguito il Toro: zero code e lungaggini, ma il test è poco attendibile. Applausi per la squadra, solo fischi e critiche per il patron, ai minimi storici di gradimento

Tra green pass, ingressi contingentati e contestazioni a Cairo, Olimpico semi deserto per la prima di campionato

Le difficoltà del Toro nelle ultime stagioni e la contestazioni al presidente Cairo hanno tenuto lontano il grande pubblico dall'Olimpico anche alla prima gara del nuovo campionato, che segnava l'arrivo del green pass e delle nuove regole per gli stadi italiani, riaperti al 50% della capienza.

Il patron granata, il cui gradimento è ai minimi storici, è stato contestato all'esterno dello stadio con striscioni dal contenuto inequivocabile, anche se ha prevalso l'ironia sugli insulti ("Vattene, a Natale Oronzo al Comunale"), che invece ha caratterizzato canti e cori dentro lo stadio di quel poco che resta della Maratona, che ha invece evocato a lungo il capitano Belotti, inizialmente in panchina. Una curva quasi deserta, ma non si venga a tirare in ballo la questione del green pass, il distanziamento o le normative entrate in vigore per il contenimento del Covid.

C'è il divieto di occupare due seggiolini vicini, ma quelli vuoti erano nettamente la maggioranza in tutti i settori dello stadio. Certo, il fatto di essere al 21 di agosto ha contribuito, ma di più lo ha fatto la disaffezione nei confronti di Toro e presidenza, dopo due stagioni a dir poco nefaste, in cui una società partita con l'obiettivo dell'Europa ha seriamente rischiato di retrocedere in serie B. E il mercato estivo non ha certo contribuito a rinvigorire la rosa e gli animi dei tifosi.

Con le casse dello stadio chiuse, considerata una certa lunghezza delle operazioni di controllo all'esterno, per il doppio passaggio di green pass e biglietto, i cancelli erano stati aperti due ore prima dell'inizio della partita. Chi aveva il biglietto per il 2° e 3° anello poteva entrare fra le 18.45 e le 19.45, per chi invece aveva il tagliando per il 1° anello e il parterre l'ingresso era previsto fra le 19.45 e le 20.45. Ma come dimostrano le immagini che corredano questo pezzo, non c'è stato certo il problema code all'Olimpico. 

C'erano forse meno di 5 mila persone sugli spalti per una sfida contro l'Atalanta, rivale storica e avversaria di rango, che in altre occasioni avrebbe richiamato ben altro pubblico, senza tirare sempre in ballo il Covid. Il Toro è la società che ha perso più passione nel giro di un anno (-12% di tifosi, fonte Gazzetta dello Sport). E' tornata agibile la Primavera, che era rimasta chiusa domenica scorsa contro la Cremonese in Coppa Italia, ma erano davvero poche decine le persone presenti.

L'unico settore abbastanza pieno era quello degli ospiti, con i tifosi atalantini che si sono presentati in buon numero al debutto stagionale della loro squadra, che si appresta a giocare la Champions per il terzo anno di fila. Per questo Toro, invece, l'obiettivo massimo sarà ancora una volta la salvezza. Anche se la nota lieta sono stati gli applausi e gli incitamenti per la squadra, dopo la freddezza iniziale, complice anche il gol immediato di Muriel.

Per restare in serie A senza soffrire troppo, alla formazione di Juric serviranno il sostegno e l'aiuto del pubblico. Come era successo l'8 febbraio 2020 contro la Sampdoria, prima partita con Longo in panchina per un Toro già in crisi, ultima all'Olimpico prima dell'arrivo del Covid.

Massimo De Marzi

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